ANNA BENEDETTA BIONDO CHRISTIAN DAVIDE FEDELI ITALIA KLAUS LINO LISA LORENZO MATTEO MICHELA RACHELE TOMEI LINO Mi fai entrare a casa tua, stavolta? LINO Mettiti seduto. CHRISTIAN Sei incazzato, vero? LINO Ti ho sottovalutato, Christian. Ho sottovalutato… questo dono che hai. L’effetto che Fa sulle persone. Ma ora basta. Ora cambia tutto. CHRISTIAN Cioè? LINO Le Torrette, facci quello che ti pare. È roba tua. Per me va bene tutto. Dimmi soltanto come ti posso aiutare. CHRISTIAN No, ma io non voglio fare né il capo zona, né… LINO Facci quello che ti pare. Vuoi andare lì per parlare con queste persone, le vuoi aiutare? È roba tua. CHRISTIAN Dici davvero? LINO Ti ricordi quando eri piccolo? Che ti eri fissato che ti dovevo insegnare il doppio passo di Rudi Völler? Te lo ricordi? Tutto il giorno, sotto il sole, con quel cazzo di pallone, a fare le mosse. Eh? Ti eri divertito, tu? CHRISTIAN Avoglia. LINO Io no. Io mi ero fatto due palle così tutto il giorno. Però, l’ho fatto lo stesso. E lo sai perché? Perché questo è quello che siamo io e te, Christian. Hai capito? Oh. Ma non stavi dormendo? Che, ti ho svegliata? Ho pensato questa cosa: domenica, noi tre andiamo tutti in chiesa. Viene pure Anna. Oh, vieni pure tu, eh? Me lo prometti? Stai bene. ITALIA Sì. LINO Fammi un sorriso. Come ai vecchi tempi. Eh? Noi tre. Ciao, Christian. ITALIA Gli occhi, Christian. Gli occhi. È ora che li cominci ad aprire. KLAUS (VIDEO) La voce, più alta. Di quante settimane pensi di essere incinta? Di quante settimane pensi di essere incinta? BENEDETTA (VIDEO) Io sono vergine. Io non ho mai… con nessuno, lo giuro. L’ha pure detto il dottore, io sono vergine. Io non… lo giuro. LORENZO Che guardi, papà? MATTEO Un film. LORENZO Che film? MATTEO Uno di quelli stupidi. LISA Ehi. Andiamo con la mia macchina? Abbiamo la visita, Matteo. Te la sei dimenticata? MATTEO Ah, sì, certo. LISA Dai, muoviti che facciamo tardi. MATTEO No. LISA Aspetta un attimo qua, aspetta. “No” cosa? MATTEO Oggi no. Devo andare da una parte. LISA Da quand’è che tuo figlio non è più una priorità? MATTEO Quel video. Cosa significa? KLAUS Parlami di com’era, Matteo. MATTEO Com’era, che cosa? KLAUS Sentirsi al centro, dopo l’incidente. Il miracolato! Quello che ha visto la luce. MATTEO Non ho mai avuto problemi a parlarne. KLAUS Lo so. Ma è quando la luce si è spenta, la cosa interessante. Quando ti sei sentito abbandonato. Solo. Quando hai capito che non lo eri più... speciale. MATTEO Io non ho mai smesso di cercare Dio. Ma non ho mai ucciso in suo nome. KLAUS Sei un uomo disperato che non riesce più a credere. È per questo che cerchi disperatamente un’altra falsa luce. MATTEO Io l’ho visto. KLAUS Un angelo. MATTEO Un angelo. KLAUS E da allora, non pensi che a lui. Ti ossessioni sempre con la stessa domanda: “Perché mi hai abbandonato? Perché condanni mio figlio alle tenebre? Perché non salvi lui, come hai salvato me?” MATTEO Non la lascio in pace. KLAUS E che cos’è, di preciso, la pace? MATTEO A chi hai lasciato quel neonato? KLAUS Quel neonato era morto. MATTEO Ucciso dalla tua pazzia, questo lo so già. KLAUS Le forze del Maligno possono essere sconfitte solo da quelle del Signore. MATTEO A chi hai lasciato quel neonato? KLAUS Io sono stato un suo strumento. Quando Satana si impossessa… MATTEO A chi? Ti prego. Ti prego. KLAUS A un infermiere. MATTEO Non lavoravano infermieri all’Ancilla Domini. KLAUS Sì, ci lavoravano. MATTEO No. KLAUS Ti ha mandato la Madre Superiora? BIONDO Precisamente. Ha finito? KLAUS Sì. Satana è stato sconfitto. MATTEO Era biondo? Era biondo, sì o no? BIONDO È incredibile a che grado di perfezione possa arrivare l’inganno del diavolo. KLAUS Ci siamo già visti? BIONDO Quasi. Sono io che ho visto lei. KLAUS Non capiranno. Non lo capiscono mai. Perché loro non lo sanno riconoscere, l’anticristo. MATTEO Ha preso quel bambino che era morto e se lo è portato via. KLAUS È vivo? Per l’amor di Dio, dov’è? ANNA Vieni, entra. Sei stata coraggiosa ad arrivare fino a qui. E Davide è fortunato. DAVIDE Mamma? ANNA Vi lascio soli. MICHELA Perché l’hai fatto, Davide? DAVIDE Io ero sincero quando dicevo che ti amavo, che ti volevo portare via, che ti volevo salvare. Io ho sempre voluto essere come mio padre, Michela. Poi sei arrivata tu ed è cambiato tutto. E quella sera è come se… mi avessero presentato il conto, non lo so. Ammazzami tu, Michela. Ammazzami tu. MICHELA Uno zio di mia madre si è ammazzato tanti anni fa. Impiccato. Lo sai perché? Perché era solo. Tu no. Noi no. Io, da morto, non ci faccio niente con te. È da vivo che ti voglio. DAVIDE Che stai dicendo, Michela? MICHELA Christian un’altra possibilità non l’ha data solo a me. Mi ci vuoi ancora portare via da qua, Davide? Andiamocene al mare. Lontano. RACHELE A te davvero Lino ti ha lasciato tutta questa roba? CHRISTIAN Si è reso conto. RACHELE Ah. E ci puoi fare tutto quello che ti pare. CHRISTIAN Ci posso fare? Ci possiamo fare! RACHELE Ma che stai facendo? Lo sai che solo stamattina mi hanno chiamata in 30? Vogliono tutti un appuntamento con te. CHRISTIAN Beh? Meglio. Facciamo una cosa in grande, Rachele. No? RACHELE Sì. CHRISTIAN Così. Tipo tango. Oh. E via. CHRISTIAN Che c’è, oh? Che hai fatto? RACHELE Non mi lasciare da sola, stasera. CHRISTIAN No. Vieni, sei tutta bagnata. Vieni dentro. Oh! RACHELE Ho bisogno di prendere un po’ d’aria. CHRISTIAN Aspetta. RACHELE Io stavo tranquilla, eh. Serena, proprio. Poi, stavo pure bene. Cioè, mi sentivo bene e tutto quanto. Poi… non lo so, a un certo punto, cos’è successo. Non sono riuscita più ad andare avanti. Mi sono sentita come se… se avessi un… peso qua, che non riuscivo… CHRISTIAN Vabbè, oh. RACHELE Vabbè, non mi riesco a spiegare. CHRISTIAN No, no. È passato, basta. RACHELE Poi però ti ho visto e mi sono sentita subito meglio. Come quando mi hai trovato per terra in ascensore. Mi è bastato così… averti vicino. CHRISTIAN Beh, pare che ti dispiaccia. RACHELE È una cosa che non mi piace, Christian. CHRISTIAN Perché? RACHELE Non è bello quando ti manca l’aria e non ce la fai da sola. Io mi sono sentita di tornare indietro, no? Come quando andavo a cercare la roba e fin quando non la trovavo, era un inferno. Soltanto che adesso sei diventato tu. CHRISTIAN Che? RACHELE Quello che mi fa stare bene. CHRISTIAN Ma è una cosa bella, no? RACHELE No, non è una cosa bella. LINO Anna? Sei pronta? Anna? Oh! Ma che cazzo stai facendo? Ma perché li hai tagliati? Eri tanto bella con i capelli lunghi. ANNA Perché così mi sento meglio. CHRISTIAN Ciao, Lino. LINO Ciao, Italia. ITALIA Ciao. FEDELI Il Signore sostiene la mia vita. ITALIA Dalla lettera di San Paolo ai Romani: “Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti. Beato l’uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato. È ormai tempo di svegliarvi. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie…” Valeria. Chi ha fatto uccidere tuo figlio? Antonio. Chi ha venduto droga a tua figlia? Goran. Chi ha rovinato la tua famiglia? La risposta la sappiamo tutti, è sempre la stessa. Ma io per prima ho sbagliato. Perché ho pensato che qua fra noi niente poteva cambiare. Che la vita doveva essere sempre quella che era stata, e invece, no. La vita può essere molto diversa. Ma io non ce l’ho con te. Tu puoi ancora cambiare. Io ti perdono. E tutti, qua, tutti noi ti perdoniamo. Ma ti devi mettere in ginocchio. LINO Ma statti zitta. ITALIA Ti devi mettere in ginocchio. Ti devi mettere in gi… LINO Stai zitta! Zitta! In ginocchio… Ho ripulito questo quartiere. A voi, vi ho ripulito. Vi ho dato un lavoro a tutti. Vi ho salvato la vita. Ti ho salvato la vita! E ora, che c’è? Andiamo a casa, amore. Andiamo a casa. ANNA Mi dispiace. CHRISTIAN Ti avverto subito che non ho tempo per le minacce. MATTEO Devi fare una cosa per me. CHRISTIAN Non ti ho capito. “Devo”? MATTEO Ho passato la vita a dare la caccia a degli impostori che si approfittano della disperazione degli altri. Li ho sempre presi. Con te mi sono sbagliato. E adesso lo so. CHRISTIAN Ma che sai? MATTEO Quando sei nato, sono successe delle cose. Un uomo… un angelo… ti ha salvato la vita. CHRISTIAN Ah, sì? MATTEO Così come ha salvato la mia. CHRISTIAN Un angelo? MATTEO Io e te abbiamo avuto la stessa fortuna. CHRISTIAN Cioè, tu sei venuto fino a qua per dirmi che un angelo ci ha salvato la vita? MATTEO C’è una malattia che si chiama “retinite pigmentosa”. Se ci nasci, non c’è cura. Inizi a perdere la vista, finché vedi soltanto delle ombre. E alla fine… Vieni, papà, vieni, amore. Vieni, stai attento. Adesso il signore ti farà una cosa. LORENZO Ho paura, papà. MATTEO Anche io ho paura, amore. Stai tranquillo. CHRISTIAN È tuo figlio? MATTEO Ti prego. LORENZO Ciao. CHRISTIAN Ciao. MATTEO Grazie. DAVIDE Quanto sei bella. Ammazza. MICHELA Aspetta. DAVIDE Ma cosa? Che aspetto? MICHELA Che hai, fretta? DAVIDE Un pochino. MICHELA Ah-ah-ah-ah. Vieni. DAVIDE Dove? MICHELA Seguimi. DAVIDE Mamma mia, che cosa sei. Che culo che hai. MICHELA Ti piace? DAVIDE Sì. MICHELA Aspetta un attimo. DAVIDE Che è? Sei matta. MICHELA Perché? Ci divertiamo. Qua. Poi qua. Così non ti muovi più. È tutta la vita che corro. Stavolta5 mi prendo tutto il tempo. Va bene? DAVIDE Sì. Sì. MICHELA Vieni giù. DAVIDE Mamma mia, amore. Che è? MICHELA Ora lo vedi. Tutto il tempo, mi prendo. Mica come hai fatto tu con me. O tuo padre col mio. DAVIDE Ma che stai dicendo, Michela? Oh! ITALIA Ciao, Lino. LINO Ciao, Italia. ITALIA Da oggi io e te abbiamo un segreto. LINO Di chi è? ITALIA Vieni. Dai, vieni. Hai visto quanto è bello? La mamma non lo può tenere. Lo possiamo tenere noi. Come profuma. Vuoi provare? LINO Va bene. ITALIA Dai. Alza, alza. Testa. Stai morbido, mica lo rompi. LINO Ma ce l’ha un nome, questo ragazzino? ITALIA Fortunato? Che dici, ti piace? LINO Sai le botte che gli danno, se lo chiami così? Beh, profuma davvero. Ma… cioè, quindi, lo possiamo tenere? Cioè, non è che la madre… che ne so, se lo vuole rivenire a prendere? ITALIA No. Però devono pensare tutti che è figlio mio. Solo io e te dobbiamo sapere la verità. ITALIA Ti stavo aspettando. No, Christian non c’è. LINO Non me lo meritavo. Davanti a tutti, poi. Proprio da te. Te la ricordi, questa foto? ITALIA Certo che me la ricordo. LINO Ve l’ho fatta io. Vi stavo guardando. Per te e per Christian, io ho fatto tutto quello che ho potuto. Pure di più. Vi ho dato casa, non vi ho fatto mancare mai un cazzo. A Christian l’ho fatto lavorare. L’ho protetto sempre. Gli ho salvato pure la vita, lo sai? O no? ITALIA Eh certo. Hai fatto quello che sapevi fare, hai fatto quello che ritenevi giusto. E pure io. Il problema non è quello che hai fatto finora, il problema è quello che stai facendo, oggi. LINO E che sto facendo di così diverso rispetto a prima? Niente. ITALIA Eh, lo so. È Christian che è diverso. Ma tu davvero pensavi che io non l’avrei capito? Le Torrette. Per controllarlo meglio. Gli hai dato l’ordine di ammazzare la figlia di Greco per sporcarlo davanti a tutti, per fare vedere a tutti che era uguale a te, che era uguale a Greco, che era uguale a… No. Non è così, Christian è diverso. E la colpa è mia. Non l’avevo capito. Non avevo capito che… che era speciale. LINO Sai qual è la tua colpa, Italia? Che non mi hai mai voluto bene. ITALIA No, io te ne ho voluto tanto. LINO No. Mio padre che era appena morto. Mia madre… boh. Chi se la ricorda? Chi l’ha mai vista, mia madre? Ero rimasto da solo… il povero Lino. Ti ho fatto pena. Sai quanta gente ho dovuto far piangere io per scrollarmi questa roba di dosso? Lo sai, sì? Per diventare il padrone di tutto, qua dentro. Lo sai che cazzo ho dovuto fare, io? ITALIA E sei stato bravo. È per questo che ho dovuto dire tutto davanti a tutti. LINO Così ora sono tutti liberi di odiarmi. ITALIA No. Sono tutti liberi di amare Christian. LINO Ah, certo. Perché lui è speciale. ITALIA Lui può cambiare le cose, Lino. Tu hai governato con la paura, con la violenza. Basta, Lino. È finita. LINO Tu lo sai quello che ho dovuto fare io per guadagnarmi il rispetto di tutti, qua? Tu lo sai? ITALIA Non ci puoi fare niente. LINO Tu lo sai la fatica per sentire la loro paura mentre mi incrociano con gli occhi, per strada? ITALIA E credi che ammazzando me cambierà qualcosa? Resterai solo. LINO Per assaporare la loro invidia? Per tutto quello che mi sono conquistato con le mie mani? Eh? Eh, Italia? Shh! Zitta! Shh! Zitta! Shh. Sarebbe bastato così poco. Io ti ho voluto bene. CHRISTIAN Mamma? LINO Quante volte te l’ho detto di non comprare questa merda al discount? CHRISTIAN Mamma? Sta dormendo? LINO Non l’avrei potuta dire meglio di così. Sei stato il suo ultimo pensiero, Christian. È giusto che tu lo sappia. Non c’è. CHRISTIAN Mamma? LINO Mi dispiace. Christian? Sai com’è, l’ho dovuta far sparire. Io non volevo che finisse così. Però, dev’essere chiara una cosa. L’hai ammazzata tu. CHRISTIAN Che cazzo hai fatto, Lino? LINO No. Che cazzo hai fatto tu. È colpa tua. O ancora non l’hai capito? Ci hai fatto caso che i santi crepano tutti da giovani? Che poi, mi dovresti ringraziare. Se non fosse stato per me, ti saresti chiamato Fortunato. BIONDO Benvenuto. Accomodati. Tempismo perfetto. Meno tre minuti. Alla scolatura della pasta. Alla salute. Il che, me ne rendo conto, al momento suoni leggermente ironico, però… Però… Questa è la miglior carbonara del mondo. E prova a indovinare chi sono stati i primi a cucinarla. Gli americani. Quelli del fast-food. Hanno inventato la ricetta più buona del mondo, senza neanche accorgersene. Vabbè. CHRISTIAN Sono morto, vero? BIONDO Quasi cotta. E comunque, no. Non sei morto. Vuoi che ti insegni? A disposizione. Allora, la carbonara, di per sé, è una preparazione semplicissima. L’unica insidia è l’uovo. Quindi, facciamo uno zabaione salato e gli facciamo fare cinque passaggi tra i 58 e i 61 gradi a denaturare, così, senza che coaguli. E tu, dove credi di essere? CHRISTIAN Inferno, paradiso, una cosa del genere. BIONDO Bianco, rosso. Rosso, bianco. Albume, tuorlo. Tuorlo, albume. Inferno, paradiso. Paradiso… è tutto leggermente più complicato di così. È tutto più… Piatto. Piatto. È tutto più… fluido! Se leviamo l’uovo e aggiungiamo del pomodoro, abbiamo un’amatriciana. Giusto? CHRISTIAN Mm-mh. BIONDO Se leviamo il pomodoro e leviamo l’uovo, abbiamo… CHRISTIAN Una gricia. BIONDO Bravissimo. Tutto molto più fluido. Assaggia. Sarebbe proprio il momento di dirlo, eh. CHRISTIAN “Bona”. BIONDO “Bona”! E certo che è “bona”! CHRISTIAN Almeno mi dici chi sei? BIONDO Ti ricordi a 12 anni, quando ti si ruppero i freni della bicicletta e andavi veloce, veloce, veloce e non ti sei fatto nulla? Ecco. Non c’è di che. CHRISTIAN Sei una specie di angelo custode? BIONDO Tagliando un po’ le curve, come si suol dire. Ci sta. CHRISTIAN E ora, che succede? BIONDO Finisci il tuo piatto, il calice, torni da dove sei venuto e fai quello che devi fare. CHRISTIAN E che devo fare? BIONDO Cosa farebbe Lino al tuo posto? CHRISTIAN Lino? BIONDO Mm. CHRISTIAN Si vendicherebbe, mi ammazzerebbe. BIONDO Esatto. Perché lui non è te. Perché lui non ha il tuo dono. Tu sei speciale. Sei speciale. È per questo che lo perdonerai. CHRISTIAN Col cazzo. BIONDO Oh, che modi. Giovanni Paolo II ha perdonato chi ha provato a ucciderlo. Genio! Marketing. CHRISTIAN Io non sono un santo. BIONDO E neanche lui, se vuoi saperlo. Ma il punto non è questo. Il punto è che tu sei diverso da chi ha provato ad ucciderti. Mh? Lui ti spara e tu, invece, lo abbracci. E lo perdoni. Davanti a tutta la tua gente. In modo che lo sappiano. CHRISTIAN Che? BIONDO Che il tuo sarà tutto un altro regno. CHRISTIAN Regno? Io? Perché io? BIONDO E perché Gesù Cristo? Boh. Perché i Pink Floyd? Boh. Perché Ghandi? Boh. Perché Fellini? Boh. Avevi proprio ragione. “Bona”! RACHELE Oh, Christian. Mi hai fatto prendere un colpo. CHRISTIAN Ero morto? Ero morto, vero? RACHELE Ho sentito uno sparo e allora sono corsa a casa tua e ti ho trovato. Non ti ci lascio più, da solo. CHRISTIAN Aspettami qua. RACHELE Che? CHRISTIAN Aspettami qua. RACHELE Dove vai? CHRISTIAN Falla aspettare qua. RACHELE Oh, dove vai? TOMEI 600 euro. Degenza e soccorso sono… eh sì, 600 euro. LINO Dai, fai quello che devi fare. CHRISTIAN Mi hai detto sempre tu quello che dovevo fare. Dimmelo pure adesso. Che faresti, al posto mio? LINO Io ti avrei già ammazzato, Christian. CHRISTIAN Io non sono come te, Lino. Se vuoi chiedere perdono, adesso è il momento giusto. Stai su, Lino. Stai su. LINO Perdonami, Christian. CHRISTIAN Stai su, Lino. Tirati su. LINO Perdonami, Christian. Scusami. CHRISTIAN Ti perdono, Lino. Ti perdono. Ti perdono pure per mamma. BIONDO È incredibile a che grado di perfezione possa arrivare l’inganno del Diavolo. KLAUS Non lo capiscono mai, perché loro non lo sanno riconoscere. L’anticristo. BIONDO Anche se loro non lo capiscono, io lo so. Il servizio che ha appena fatto lei alla comunità è impagabile.