ALLENATORE ANNA BAMBINO_BANGLA CHRISTIAN DAVIDE DONNA_BANGLA_2 EX_MADRE_SUPERIORA FRANCESCA ITALIA KLAUS LINO MATTEO MICHELA PENNA PROGRMMA_RADIO_1 PROGRMMA_RADIO_2 RACHELE RIPA ROBERTO STEFANO TOMEI UOMO UOMO_BANGLA VITTORIO ALLENATORE Bene, brava così. Uno ogni cinque. Bene. Buona la virata. Mantieni il ritmo. No. No, Rachele. No. Quante volte ti ho detto che non devi spingere nei primi cento? Così, non ci arrivi a fine corsa. Poi fai come l’altra volta, che a metà gara ti fermi. Dai, su, torniamo. Torniamo. VITTORIO Rachele… il bar sta andando male. Questo l’hai capito, no? Sei intelligente, tu. È venuta una persona da me. Ha portato due valigie di una cosa che vale un sacco di soldi. RACHELE Che cosa? VITTORIO Che te ne frega, non è importante questo. Ha chiesto se… se glieli posso nascondere e basta. Sono qua. Dentro al portabagagli. È la nostra occasione per andarcene finalmente da questo posto. Da quant’è che lo diciamo? Dai, ci rifacciamo una vita io e te. Da stasera. RACHELE Quindi, non stiamo andando a casa? VITTORIO No. RACHELE Io dopodomani ho la gara. Posso vincere! VITTORIO Ma amore, ce ne saranno altre mille, di gare, e le vincerai tutte. Dammi retta. Dai, papà va a prendere qualcosa da mangiare adesso. Che vuoi, tu? RACHELE Non ho fame. VITTORIO No, amore, devi mangiare. Che ti prendo? Dai, panino e Coca Cola, va bene? RACHELE L’allenatore dice che le cose gassate sono vietate. VITTORIO E vabbè, panino e acqua, allora. Dai. Guardami. Te lo prometto, stavolta. Saremo felici da fare schifo. Dammi un bacetto. Oh! Non te ne andare, eh? Non fare scherzi. Torno subito. PROGRMMA RADIO 1 …del Consiglio nega la possibilità di una crisi… PROGRMMA RADIO 2 Io sono Luca, da Roma… VITTORIO Oh! Oh! Oh! Rachele! LINO Bella canzone, eh? È bloccata, Rachele. RACHELE Aiuto! LINO È bloccata. È bloccata. Sarò sincero con te. Papà non lo rivedi più. Ti ha fregato. Cioè, lui pensava di fregare me, e invece, guarda un po’, ha fregato te. Capisci in che situazione di merda ti ha lasciato? Mm? RACHELE Non fargli male. LINO E siccome sei una ragazzina sveglia, io sono sicuro che tu già hai capito di chi sono queste valigie qua dietro. È vero? Senti che facciamo, Rachele. Fino a che non diventi maggiorenne, ci penso io a te. Ti do una casa, soldi, finisci di studiare e continui anche a nuotare. E a tuo padre, gli organizzo pure un bel funerale. Perché, anche se è un coglione, perché tuo padre è un coglione, Rachele, è giusto che tu lo saluti come Cristo comanda. E adesso, tutto questo, ma proprio tutto questo, ti deve uscire da questa testolina qua e non ci deve entrare mai più. Hai capito, Rachele? Lo devi dimenticare. E adesso, se hai capito, fai “sì” con la testa. Fai “sì” con la testa, Rachele. CHRISTIAN Mortacci tuoi. Fai il giro, bloccalo dall’altra parte. Mortacci tuoi, come corri. UOMO Ah! Vi giuro! I soldi ve li da mio fratello. CHRISTIAN Stefano! Uno solo. STEFANO Pum! Hai visto, Christian? Ho capito al volo. UOMO Mortacci tuoi! Mi hai rotto un dente. STEFANO Mortacci miei? Ma mortacci tuoi! Pem! Pam! Spim! Spem! Spim! Spim! CHRISTIAN Pensa se non avessi capito. CHRISTIAN Buongiorno, mamma. ITALIA Christian, buongiorno. È pronto. CHRISTIAN Lo vedo. Ma è lei? ITALIA Eh, sì. CHRISTIAN Lei lei? ITALIA È lei lei. È tornata. È bello, no? CHRISTIAN È bello, sì, mamma. ITALIA Ecco. CHRISTIAN Grazie. Oh, mamma, ti sei scordata di apparecchiare per Lino. ITALIA No, no, no. È che… è che volevo stare un po’… un po’ con te. Noi due soli, a chiacchierare. CHRISTIAN Mamma, ma lui sta venendo. ITALIA Capirà. CHRISTIAN Come, capirà? Mamma, quello è permaloso, poi. Gli faceva piacere, no? ITALIA Eh, lo so. Gli ho preparato, vedi. Gli ho fatto questo. CHRISTIAN Da portare via, gliel’hai fatto? È pure peggio, no? ITALIA E dai. CHRISTIAN Ma scusa, poi non ho capito. Stasera stiamo insieme io e te lo stesso. Tanto sono a casa. Ci vediamo uno di quei film gialli che piacciono a te, di quello, del regista, come si chiama? Hitch… ITALIA Hitchcòck. CHRISTIAN Hìtchcock. ITALIA Vai. CHRISTIAN No, no, no. Mamma. No, lascia… ITALIA Vai! CHRISTIAN Oh! ITALIA Portaglielo. CHRISTIAN Mamma… ITALIA Dai. CHRISTIAN Ci rimane male, mamma. LINO Oh. CHRISTIAN Oh, Lino. Aspetta. LINO Beh? CHRISTIAN No, è che si è messa a riposare. LINO Ma sta male? CHRISTIAN No, no, no, no, no. È solo stanca. LINO Fammela vedere. CHRISTIAN Davvero. La vedi un’altra volta. LINO Ma che cazzo stai facendo? CHRISTIAN È stanca, che ti devo dire. Dice che non vuole vedere nessuno. LINO E che sono, nessuno, io? CHRISTIAN No. Ma che c’entra? Aspetta. Tieni. Mi ha detto di darti questo. È di Anna. Pasta al forno. Come la faceva una volta. ANNA Oh, Lino? Lino, sei tu? Lino? Perché sei a casa? Non dovevi mangiare da Italia? LINO Non si sentiva bene. Anzi, ti saluta. ANNA Grazie. LINO E questo vestito? Da dove l’hai tirato fuori? Ti sta benissimo. ANNA Non è vero, mi sta una merda. Mi vorrei solo nascondere. LINO Ma che dici? Sei una regina, sei. Sei bellissima. ANNA Ma che stai dicendo? LINO Anna, te l’ho già detto. Se non te la senti, non… non devi forzare le cose. È normale che ti senti un po’ spaesata. Se vuoi stare tranquilla a casa, non devi uscire per forza. Stattene a casa. Anzi, ti faccio compagnia io. ANNA E certo. Così sei contento, no? MATTEO Grazie di avermi ricevuto. Vorrei farle alcune domande sulla clinica che dirigeva. L’Ancilla Domini. Sto cercando informazioni su un bambino che è nato nella clinica. Era il 14 ottobre 1984. EX MADRE SUPERIORA Grazie per la visita. Arrivederci. MATTEO Capisco. Immagino quanto lei abbia da fare qui. Ora et ora… et ora. EX MADRE SUPERIORA Ho tutto quello che mi serve. MATTEO So che ha anche una bellissima stanza che affaccia sul parco, che sarebbe davvero un peccato se… diciamo, se un cardinale molto stimato e influente chiedesse di assegnare a una sua favorita. EX MADRE SUPERIORA Si dovrebbe vergognare. Io ricordo la mamma. Una ragazzina spaventata. Un po’ matta. Sosteneva di essere vergine. Una vergine con un pancione di nove mesi. Una roba mai vista. Quando l’hanno portata, hanno detto di svuotare l’intero piano. Che nessuno doveva parlarne. Nessuno doveva stare con lei. MATTEO Il bambino com’era? Aveva, aveva qualcosa di… EX MADRE SUPERIORA L’abbiamo visto solo per pochi minuti. Perché lui l’ha portato via appena nato. MATTEO Lui chi? EX MADRE SUPERIORA Un prete. MICHELA Scusa, non… LINO Tranquilla, tranquilla. Siediti. MICHELA Mancano dieci giorni alla fine del mese. LINO Ma mica è lo stipendio, quello. È più un consiglio. Sai. Non è tanto il fatto che ti fai scopare da mio figlio, quanto il fatto che da quando lui ti scopa, non mi scopa più nessun’altra. Tu sei da una botta e via, Michela. Sennò, diventa preoccupante. E io sono preoccupato. MICHELA Davide non è più un ragazzino. Non c’è bisogno che ti preoccupi per lui. LINO No! Io mica sono preoccupato per lui. Io sono preoccupato per te. Perché temo che tu sia stupida come tuo padre. Che non capisca quando è il caso di fare quello che uno gli dice. Capito, Michela? Prenditi questi soldi, vattene da qua. E non cercare più mio figlio. Sei proprio cogliona come tuo padre. Ecco, no. Qua sei più tua madre. CHRISTIAN Oh. Poi te lo dico. Non cipolla, eh. Oh, mezz’ora! RACHELE Devi stare calmo. Stavo lavorando per noi. Dobbiamo andare al 204. CHRISTIAN Questi mettono la cipolla pure nel cappuccino. Che ha, questo? RACHELE Ma che ne so. DONNA BANGLA 2 Signora Rachele, tu devi aiutarmi, tu hai detto che lui aiuta. RACHELE Sì. Sì. Eh, sì. DONNA BANGLA 2 Tu devi capire. Mio marito è malato. CHRISTIAN Ho capito, ho capito. DONNA BANGLA 2 Lui prende tutti i soldi, prende tutti i soldi. Gioca con la macchinetta. RACHELE Mamma mia, sì. CHRISTIAN Gioca. DONNA BANGLA 2 Io non so cosa fare. Io non so cosa fare. RACHELE Va bene. Va bene. Ho capito. CHRISTIAN Ho capito. Tanti creditori. DONNA BANGLA 2 Lui non pensa a niente, neanche ai bambini. RACHELE Allora, scusi, però, un attimo. Eh? Un attimo! DONNA BANGLA 2 Sì, lui non pensa ai bambini. RACHELE Un attimo! Mi fa parlare per favore? DONNA BANGLA 2 Sì, però lui… RACHELE Allora, allora… Oh! la signora è disperata perché il marito si è giocato tutto alle macchinette. CHRISTIAN Sì, sì, ho capito. DONNA BANGLA 2 Tutti i soldi, prego, tutti. Non capisce, lui! CHRISTIAN Ho capito. Tanti creditori. DONNA BANGLA 2 Sì! RACHELE Il marito vorrebbe smettere, ma non ci riesce. CHRISTIAN Ho capito. Ti posso parlare un attimo? RACHELE Sì, eh… possiamo andare un attimo di là? DONNA BANGLA 2 Sì, parlate. RACHELE Parliamo un attimo e lei… eh aspetta qua. DONNA BANGLA 2 Tu aiutami, per favore. Per favore. CHRISTIAN Sì. RACHELE Sì. Sì. Torniamo subito, un attimo. CHRISTIAN Un secondo solo, eh. Rachele. Oh? RACHELE Eh? CHRISTIAN Stammi a sentire. RACHELE Aspetta UOMO BANGLA Ciao. CHRISTIAN Ciao. Mi senti, un attimo? RACHELE Sì, ti ascolto. Aspetta un attimo, troviamo un posto. CHRISTIAN Eh. Qua. RACHELE Che è? CHRISTIAN Salve. Qua. RACHELE Oh, dai. Veloci ragazzi, fuori. Vai, su. Oh, bravi. Vai. BAMBINO BANGLA Ahia! CHRISTIAN Ma dove cazzo mi hai portato? RACHELE Scusa se i disperati se la passano male, eh. CHRISTIAN Ho capito, ma questo è… un coglione. Che gli faccio, io? RACHELE Senti. Io ci ho pensato. Mi sono detta: che cos’è l’eroina? CHRISTIAN Una droga. RACHELE Sì, ma che ti fa? CHRISTIAN Non ti offendere, ma sei tu l’esperta. RACHELE Ti riempie un vuoto, Christian. Tu stai male, ti manca qualcosa, allora bam! Prendi una spada e te la fai. Poi, stai peggio di prima, però per qualche minuto, ti senti Dio. Se ci pensi, con le macchinette è la stessa cosa, mi segui? CHRISTIAN No. RACHELE Voglio dire che è una cosa da cui li puoi liberare. Poi, noi qua dobbiamo variarlo questo business, eh. Drogati, giocatori d’azzardo, malati, un po’ di tutto. Tanto, il materiale non ci manca. CHRISTIAN Vabbè. RACHELE Mamma mia, che puzza. CHRISTIAN Andiamo via da qua. RACHELE Dai. CHRISTIAN No, non ci riesco. Troppa gente, Rachele. RACHELE Per favore, tutti quanti di là. DONNA BANGLA 2 Sì, però mio marito deve cambiare. RACHELE Avanti, sennò non viene. Di là. Veloce. DONNA BANGLA 2 Un attimo, io devo… RACHELE Dai, dai, dai, di là. DONNA BANGLA 2 Non facciamo che non funziona. RACHELE Se… dopo che funziona ti chiamo, vai. DONNA BANGLA 2 Grazie! CHRISTIAN Prego. RACHELE Grazie a lei. DONNA BANGLA 2 Io… io, io chiamo, eh. Vi faccio sapere. RACHELE Sì. Sì, sì. DONNA BANGLA 2 Mangia qualcosa, tu mangi? Mangia… RACHELE Un’altra volta. CHRISTIAN Un’altra volta. RACHELE Eh? Un’altra volta, grazie. DONNA BANGLA 2 Grazie. CHRISTIAN Prego. RACHELE La prossima volta, le dobbiamo chiedere di più, eh. CHRISTIAN Vabbè, poveracci, li hai visti, no? Quelli hanno. RACHELE Vabbè, però un miracolo è per sempre. Sai che mi è venuta voglia di cinese? CHRISTIAN No, no, no. Troppo unto. Due supplì. RACHELE Perché, i supplì non sono unti? CHRISTIAN Vabbè, ma sono più buoni. RACHELE Giapponese-brasiliano? CHRISTIAN Che è? Un sushi con le banane? RACHELE Eh. CHRISTIAN Macché. Sei matta? Per carità. RACHELE È buono, oh. CHRISTIAN Ti chiamo dopo, va. LINO Prego. Qua tagliamo la roba. Lì la confezioniamo. Poi, questo è quello che farei io. Ma lo sai come la penso. Lascio fare tutto al capo zona. A me, quello che interessa, sono i risultati. Là c’è una porta che dà su un altro appartamento. Se ti serve, da qui, sei fuori in trenta secondi. Che te ne pare? CHRISTIAN Che me ne pare, Lino? Una bomba. Grazie. LINO È quello che volevi, no? Una zona tutta tua. Le torrette. Ora, ce le hai. Questo può essere l’inizio. CHRISTIAN Non vedo l’ora di cominciare. LINO Te lo sei meritato. E sei pronto, lo so. Anche per fare cose sgradevoli. CHRISTIAN Fa parte del lavoro, come ho sempre fatto. LINO Ma ora comandi. È diverso. Davide si è messo a fare il coglione con l’unica da cui doveva stare lontano. La figlia di Greco. CHRISTIAN La figlia di Greco? LINO Ho fatto finta di non saperlo. Ho sperato che finisse. CHRISTIAN Vabbè, diglielo a Davide, parlaci, no? LINO Vent’anni fa, l’ho risparmiata. Perché io le creature innocenti, le ho sempre lasciate vivere. Quelle innocenti, però. La devi ammazzare. CHRISTIAN Che? Ma che stai dicendo, Lino? LINO Guarda che io lo sto facendo anche per te. CHRISTIAN Ma che stai dicendo? LINO Il potere si tiene con la paura. Se smettono di avere paura e si convincono che esiste un modo migliore, un mondo migliore, qualsiasi altra cosa migliore di questo, allora per te sono cazzi. Perché quello che per te è pietà, per chi ti sta sotto, è debolezza. E questo non può essere. La capisci, la differenza? Questo vuol dire comandare. Fammi vedere cosa sai fare. Che mi posso fidare di te. Dimostrami che sai comandare, Christian. MATTEO Mi dispiace disturbarla, Cardinale. RIPA La paura di disturbare non ti ha mai impedito di farlo, però. Gradisci qualcosa? MATTEO No, grazie. RIPA Questa roba, io non dovrei, ma… Eh. MATTEO Lei conosce un certo Padre Klaus Cerni? Ho fatto una ricerca negli archivi, ma non ho trovato nulla. RIPA Ma non hai trovato nessuna sua traccia da quanto? MATTEO Venticinque anni. RIPA Un ottimo motivo per smettere di cercare. MATTEO Lei sa che non andrà così. Però, se mi aiuta, magari riesco ad essere meno… indiscreto. RIPA Che cosa vuoi da lui? MATTEO Una risposta per un caso che sto seguendo. RIPA Qualunque sia la tua domanda, dubito… che un uomo simile abbia la risposta che cerchi. MATTEO Lo conosce? RIPA L’ho incontrato una sola volta. È stato qui nell’82, dal Santo Padre. Udienza privata. Nessuno sa cosa si siano detti. Si sa soltanto che l’incontro durò meno di un minuto. Da allora, gli è stato proibito di tornarvi. Divieto confermato dai suoi successori. MATTEO Il fastidio per Padre Klaus ha messo d’accordo tre papi? RIPA Io non lo chiamerei “fastidio”. MATTEO Odio? RIPA Io la chiamerei “paura”. RIPA Questi sono solo i casi accertati. Tutti morti. Tutti uccisi durante dei riti. Quando il Vaticano ha raccolto le prime segnalazioni e l’orrore è venuto fuori, Klaus ha asserito che a guidarlo nella sua battaglia contro Satana era stato il Signore. MATTEO Un esorcista. RIPA No. Un assassino. Un pazzo. MATTEO Che fine ha fatto? RIPA È stato fermato e tenuto d’occhio. Per fortuna, nel tempo, si è limitato a fare del male solo a se stesso. Ha passato anni in isolamento volontario, perso nella sua follia. Questi fascicoli non esistono. E quello che stai leggendo non è mai accaduto. È chiaro? MATTEO Dove lo trovo? RACHELE Allora, forse tu non hai capito. Io ti sto dicendo di non vergognarti quando ti guardi in faccia la mattina. ROBERTO Io non mi vergogno, mica. RACHELE Sì, è arrivato. Oh! ma ti sei visto? Tu lo stadio del bicchiere di troppo l’hai superato da tempo. Hai un problema, è chiaro, eh. ROBERTO Oh, Rachele. RACHELE Senti. Non mi dire che smetti quando ti pare, perché io questa storia me la sono raccontata mille volte. Oh! tu hai un figlio. Hai una casa, hai un lavoro, sei ancora in tempo. ROBERTO Facciamo che ci penso. RACHELE Vabbè. Quando ci hai pensato, chiamami. Guarda che ti sto facendo un favore. Roberto… quasi convinto. FRANCESCA Ciao, Rachele. È vera questa cosa di coso? Che se ti tocca, poi ti passa tutto? RACHELE A soldi sei messa male, vero? FRANCESCA E adesso praticamente sì, è che mi devo dare una ripulita. Lo sai. Per lui, capito, no? RACHELE Tieni. Scotta. Allora, qua abbiamo tre cocainomani, due sotto psicofarmaci, una bulimica e un’accumulatrice seriale. CHRISTIAN Una che? RACHELE Un’accumulatrice seriale. Hai presente quelli che riempiono la casa di cose e che non riescono a buttare via niente? Oh, fanno pure il programma in televisione. CHRISTIAN Io neanche la guardo, la televisione. RACHELE Ma che hai? CHRISTIAN Mm? RACHELE Che hai? CHRISTIAN No niente, è che mi sa che forse è meglio che la smettiamo con questa cosa, Rachele. RACHELE Perché? CHRISTIAN Che ne so, perché… in un mondo come il nostro, stiamo a dare speranza alle persone… e poi lo sappiamo come funziona. Io ho paura che, non lo so, che se… RACHELE C’entra Lino? C’entra sempre Lino. Ti capisco, eh. Lo so quanto è difficile dire di no a Lino. MATTEO Buongiorno. Sto cercando Padre Klaus. KLAUS Il suo nome? MATTEO Matteo. Devo farle alcune domande. Su un bambino nato nel 1984. Ancilla Domini. Il nome della clinica. KLAUS Tu non sei il benvenuto qui… Matteo. Ora puoi andare. MATTEO So che lei è stato l’ultimo a vedere il bambino. KLAUS Ora puoi andare, Matteo. Vattene. PENNA No! DAVIDE Mortacci! Sembra di Banksy, mortacci. CHRISTIAN Bello. PENNA Quando cazzo hai imparato, oh? STEFANO Da ragazzino. Tenevo in mano una matita e ne veniva fuori un disegno. Volevo fare l’artistico, ma la prima media mi ha fregato, mortacci loro. DAVIDE Comunque, non c’è niente da fare, eh. Quando uno ha il dono… Così, proprio di natura, tiè. PENNA È vero, oh. Totti ha imparato prima a tirare e poi a camminare. CHRISTIAN Te l’ha detto lui? PENNA No, l’ho letto in un libro, oh. CHRISTIAN Ah, leggi pure i libri, ora? PENNA Solo quello. Senti, ce la spieghi una cosa, tu? Fino a due settimane fa, Lino ti voleva ammazzare. E ora ti dà pure le torrette? Dai qualche dritta anche a noi per fare carriera, no? CHRISTIAN Si vede che ho culo in questo periodo, perché? PENNA No, così. È che ho sentito un paio di cose, in giro. STEFANO Tipo? PENNA No, che il nostro ha fatto… boh, una mezza magia a una trans, tipo. Siccome lei stava male, lui gliel’ha toccata… Tac! E poi stava bene. STEFANO Che schifo i trans. Io non la toccherei neanche morto. PENNA Io, neanche se mi paghi. DAVIDE Oh, che ci siamo venuti a fare qua? CHRISTIAN Sì, meglio, va. DAVIDE Dai. A Sergio. CHRISTIAN A Sergio. PENNA Ciao, fratello. DAVIDE Oh. CHRISTIAN Ti volevo dire una cosa. DAVIDE Dimmi. CHRISTIAN No, dico, questa cosa delle Torrette, magari, che ne so… ti dà fastidio? Le volevi tu? DAVIDE No, se papà ha detto così, va bene. Sono contento, davvero. CHRISTIAN Mm. A me dispiace invece che non ti dispiace. DAVIDE Ma che frase è? Che è? Che c’è? La conosco questa faccia, dai. CHRISTIAN Di tutte quelle che ci sono, proprio la figlia di Greco ti dovevi scopare. DAVIDE Oh. Ma che cazzo dici? Ma sei matto? CHRISTIAN Tuo padre lo sa, Davide. Oh. Per una volta, mi stai a sentire? Eh? Ora tu la lasci. Subito. Vai da tuo padre, gli chiedi perdono in ginocchio, lo implori, Davide. Poi vai da tua madre e chiedi perdono pure a lei. DAVIDE Oh, ma saranno cazzi miei con chi voglio stare, o no? CHRISTIAN Ma se ti scopi la figlia di Greco, sono cazzi di tutti. Lo sai, no? DAVIDE Io mi sono innamorato, stavolta. CHRISTIAN Non dire cazzate. Non dire stronzate. DAVIDE Christian, guardami in fa... Christian. Mi conosci. CHRISTIAN Non dire stronzate. Che cazzo stai dicendo? Il padre ha fatto sparare in testa a tua madre. Ti ricordi? DAVIDE Il padre, appunto. CHRISTIAN Eh! DAVIDE Che cazzo c’entra lei, però, scusa? CHRISTIAN È uguale, come che c’entra? È uguale. Oh, Davide. Sei sveglio. Sei intelligente. Sei grande, no? Se è vero che ti sei innamorato della donna della tua vita, te la prendi e ve ne andate. Ma lontano, Davide. E subito. DAVIDE Ma io non me ne voglio andare. Io sono nato qui dentro, eh. Questa è la mia vita. Dove vado? Sei matto? Ma che ti ha detto papà? CHRISTIAN Di farle fare la fine del padre. Andiamo. ITALIA Christian? CHRISTIAN Oh, mamma. ITALIA È tardi, eh? CHRISTIAN Mi hai messo paura. ITALIA Ti senti bene? CHRISTIAN Sì. Tu come mai non dormi? ITALIA Ce l’hai una sigaretta? CHRISTIAN Che ho? ITALIA Una sigaretta. Me la dai una sigaretta? CHRISTIAN Non hai mai fumato, veramente. ITALIA Tu non mi hai mai vista. CHRISTIAN Mm. Eh. Ti fa bene. ITALIA Allora? Che c’è? CHRISTIAN Lino mi ha dato le Torrette. ITALIA E perché le ha date a te? E non le ha date al figlio? CHRISTIAN Perché si fida di me. ITALIA E di Davide, non si fida? CHRISTIAN Sì, però, adesso Davide ha altro a cui pensare. ITALIA Però, non mi sembri contento. CHRISTIAN Perché mi ha chiesto di fare una cosa, mamma. A una persona che non se lo merita. ITALIA Ma Lino non fa mai del male, se non è necessario. CHRISTIAN Mamma, stavolta sì. La figlia di Greco. ITALIA E perché? CHRISTIAN Perché si è fidanzata con Davide. E questa cosa non si può proprio fare. ITALIA E ti ha chiesto di… CHRISTIAN Sì, me l’ha “chiesto”. ITALIA È perché ha paura. CHRISTIAN Di cosa? ITALIA Di te. CHRISTIAN Sì… ITALIA E certo. CHRISTIAN Ah sì? Lino ha paura di me. ITALIA Eh, sì. Presto, la gente verrà a cercare te. Verrà a chiedere di te. A sperare in te. È per questo che… che ti ha piazzato alle Torrette. Per controllarti meglio. E ti ha chiesto di fare una cosa… terribile. CHRISTIAN Che stai dicendo, mamma? ITALIA Per dimostrare a tutti che sei uguale a lui. Che non sei diverso, che non sei speciale. Quando gli è morto il padre, a Lino, io me lo ricordo ancora quel giorno, in cui sono andata da lui a chiedergli come stava. Sai lui che mi ha detto? Mi ha detto che se avevo bisogno di qualcosa, dovevo chiedere a lui. Un ragazzino. Di 12 anni. Il giorno in cui è rimasto solo. Lino non ha mai avuto paura di niente, di nessuno… finora. Lui può fare tutto. Può togliere tutto, alla gente. Gli può dare qualunque cosa: casa, soldi, lavoro. Tranne la speranza. E comunque, erano meglio quelle senza filtro. LINO Sei pensieroso. DAVIDE No. LINO Che vuoi sapere? Le Torrette? DAVIDE Mm. LINO Vuoi sapere perché le ho date a Christian? DAVIDE Mm. LINO Lo so che ci tenevi. DAVIDE Io non ti ho mai chiesto niente. LINO Perché ti ho sempre fatto guadagnare le cose. Però, stavolta mica me l’hai dimostrato che ci tenevi così tanto. Hai preferito dedicarti ad altro. O no? Ma non è tardi, eh. Sei ancora in tempo. Ma devi fare la scelta giusta. E devi essere deciso. Non ci pensare, alle Torrette. Lasciale stare. Pensa al castello intero. Lo vedi, l’orzo? Può diventare birra o può diventare whisky. Questa se la bevono tutti. Questo, no. Questa è la bevanda dei re. Tutto sta nel scegliere come trattarlo. DAVIDE Oh. Dai, veloce, andiamo. MICHELA La tua roba? Dov’è? DAVIDE È in macchina, andiamo. Dai, dai, dai. KLAUS Pretendere di stare al centro del mondo, ma restare invisibili. MATTEO Come ha fatto ad entrare? KLAUS Voi del Vaticano siete strani. Vieni. Siediti. MATTEO Che cos’è successo in quella clinica? KLAUS Siediti, Matteo. MATTEO Che cos’è successo in quella clinica? KLAUS Ancilla Domini, “serva del Signore”. MATTEO Lo so cosa significa. KLAUS E tu, è così che ti consideri? Un servo del Signore? MATTEO So che lei è stato l’ultimo ad essere stato visto con quel bambino. KLAUS Ci sono tanti che si considerano servi del Signore. E invece, sono servi e basta. Servi di qualcosa di molto diverso. Servi che meritano di essere puniti col tormento dei senza fede. MATTEO Adesso capisco perché nessuno la vuole, qui in Vaticano. KLAUS Servi che cercano la luce. E invece, si lasciano avvolgere. Dillo tu, Matteo: da cosa ti sei lasciato avvolgere? Cosa non ti lascia respirare? Servi che lasciano che le tenebre avvolgano gli occhi dei loro figli. MATTEO Vattene. KLAUS Sono venuto qui perché volevo capire una cosa su di te. Per te, non c’è nessun disegno di Dio, Matteo. CHRISTIAN Oh. Che c’è? DAVIDE Avevi ragione, Christian. CHRISTIAN Su cosa? Che è successo? DAVIDE Eh… che non potevo più aspettare. CHRISTIAN Mi hai fatto prendere un colpo. Te la stai portando via? DAVIDE Facciamoci due passi. CHRISTIAN Ora? DAVIDE Sì. Facciamoci due passi. CHRISTIAN È tardi, entra, vieni. DAVIDE Dai, facciamoci due passi. CHRISTIAN Aspetta. DAVIDE Dopo che ho parlato con te, ho pensato un sacco, Christian. CHRISTIAN Sì, ma perché corri? DAVIDE Mi sono detto: “Cos’è che voglio, io? Cos’è che voglio essere? Qual è la mia priorità?”. Mi capisci? CHRISTIAN Priorità? DAVIDE Cos’è che ho sempre voluto essere io, da quando ero un ragazzino, Christian? CHRISTIAN Oh, ma Davide, ma stai bene? Che è successo? DAVIDE Ho aperto gli occhi. L’erede di mio padre. Questo ho sempre voluto essere. Un boss. CHRISTIAN Non ti sto capendo. Ma poi, perché mi hai portato qua? Eh? Che cazzo hai fatto, Davide? DAVIDE ‘Sti cazzi, di Romeo e Giulietta. CHRISTIAN Davide, che cazzo hai fatto? DAVIDE Io la volevo salvare. La volevo fare scappare. Ma quando ha scoperto che non andavo con lei, è impazzita. Ha iniziato a dire che mi cagavo sotto di mio padre. Ci voleva andare a parlare lei, ma che dovevo fare? Che dovevo fare? Mi capisci? Che dovevo fare? CHRISTIAN Vattene a casa, Davide. DAVIDE Ma mi capisci? CHRISTIAN Sì. Vattene a casa. Vattene a casa, poi… DAVIDE Mi capisci? TOMEI Domani, devo farla sparire. Fino ad allora, fai quello che vuoi. Vabbè. Vado a dormire. RACHELE Ma che ore sono? Stai bene? Sì? CHRISTIAN Mi devi aiutare a fare una cosa. RACHELE Entra. CHRISTIAN No. Andiamo, vestiti. Mettiti le scarpe.