ANGELO ANNA BENEDETTA CHRISTIAN DAVIDE DON_FRANCESCO FEDELE_1 FEDELI ITALIA LINO MADRE_SUPERIORA MATTEO MICHELA PADRE_KLAUS PENNA PRETE_TV PROPRIETARIO RACHELE STEFANO TOMEI VIRGINIA CHRISTIAN Guardi il panorama? Dentro. Grazie. LINO E così, tu saresti un medico? TOMEI Sulla laurea c’è scritto così, sì. LINO Da chi stai scappando? TOMEI Da nessuno. LINO Da cosa stai scappando? TOMEI Sai quando vuoi cambiare aria? LINO Io non voglio casini. Caccia all’uomo, polizia. TOMEI Un ambulatorio per animali. E poi, museruole, croccantini, guinzagli. Tu mi vedi e mi senti solo se ti compri un cane. LINO Ventimila per aprire il locale. Trecento al mese per tenerlo aperto e cinquecento per l’appartamento. TOMEI La casa non mi serve. LINO I ventimila li dai a lui. TOMEI Ventimila sono pochi, facciamo trentamila? CHRISTIAN Che ha detto? Vuoi pagare di più? LINO Fallo parlare, Christian. TOMEI Trentamila subito, più cinquecento a prestazione. LINO Che darei io a te. TOMEI Domani a lui gli sparano. Lo porti in ospedale, rotture di coglioni. Lo lasci morire, ancora più rotture di coglioni. E poi medici, poliziotti, avvocati… infinite, imprevedibili, rischiose rotture di coglioni. Invece, con trentamila subito e cinquecento a prestazione, lo porti da me e ci penso io. LINO Si vede che hai studiato. Mi hai convinto. Ma alla prima cazzata che fai, ti butto fuori. TOMEI E poi, se paghi bene, magari ti aiuto con tua moglie. CHRISTIAN Tieni. Anna è meglio che non gliela nomini. Sei ancora in tempo, se ci ripensi, eh. TOMEI Già mi piace. PENNA Sei proprio un coglione. STEFANO Dici che dovevo fare più piano? PENNA E che ti ci volevi prende a capelli? Sticazzi! Che dici, respira? STEFANO Boh. PENNA Oh! Ho fatto forte? Andiamo, va. DAVIDE Ma non è che le fa male? LINO Mangia piano. DAVIDE No, dai. Ma non ci credo. LINO Mangia, mangia. Hai fame, eh? DAVIDE Sta mangiando da due ore. LINO Mangiaci un po’ di pane. DAVIDE Ti giuro, sta svuotando il frigo. Domani dobbiamo rifare la spesa. LINO Piano, piano. DAVIDE Questo è il quarto, mamma, eh. Un goccio di vino? ANNA Un goccetto di vino. DAVIDE Ti do il rosso, che ti piace. ANNA No! LINO Basta, basta vino. DAVIDE Sì, lo so che ti piace il rosso, mamma. Prenditi il rosso. Ti piace il rosso! ANNA No, bianco! DAVIDE E dai, che ti piace il rosso. ANNA Bianco. DAVIDE Prenditi il rosso, che ti fa bene. ANNA Bianco. DAVIDE Fa sangue. No, mamma, non te lo do. Ne hai bevuti tre. LINO L’hai vista? Cioè, prima era qua e… E ora è là che si mangia tutto. CHRISTIAN Lo so, Lino. LINO Grazie, Christian. Grazie. CHRISTIAN Dico, ora che succede? LINO E ora che succede? Ora chiamiamo il dottore e sentiamo che dice. CHRISTIAN No, dico, che succede tra me e te, Lino. LINO È tutto a posto. Ci penso io, torna a casa. CHRISTIAN Io mi riprendo, Lino. Nel senso che… se mi dici che posso tornare a lavorare, io sto tranquillo. L’importante è che… LINO Hai visto chi c’è? ANNA Christian. CHRISTIAN Ciao. ANNA Christian. Ti sei… ti sei ingrassato. CHRISTIAN Forse, un pochino. Devo andare a correre. ANNA Grazie, Christian. DAVIDE Ma che invece di ridere ci mettiamo a piangere? LINO Ecco. DAVIDE Oh, mamma. ANNA Bello! DAVIDE 15 anni, è stata addormentata. ANNA Bello di mamma! LINO Non la strapazzare, eh. CHRISTIAN Vi lascio soli. LINO Ah, Christian. Senti un po’. Questa cosa… che è successa qua, dico… quello che hai fatto, è meglio che rimane qua. Mm? CHRISTIAN Perché? LINO Come perché, Christian? C’è sempre qualcuno a casa che ha un parente malato, una tragedia, una sciagura. Non vivresti più. È meglio che rimane qua. Tra me e te. Ci facciamo i cazzi nostri, eh? Vai a casa, ora, va’. Vatti a riposare. CHRISTIAN Allora, a posto? LINO Poi ci pensiamo. CHRISTIAN Ok. CHRISTIAN È stato… boh! RACHELE Ma com’era? CHRISTIAN Incredibile! Cioè, quella è stata un vegetale per anni. RACHELE Eh. CHRISTIAN Eh! La dovevi vedere. In piedi, bella. Come se non fosse mai successo niente. RACHELE Lo sapevo. Che ti avevo detto? Eh? Te l’avevo detto o no? CHRISTIAN Sì. RACHELE E ora? CHRISTIAN Ora che? RACHELE Tu che vuoi fare? CHRISTIAN Tornare a lavorare. RACHELE Cioè, vuoi tornare a menare la gente? CHRISTIAN E mica solo. Beh? Controllo, aiuto, gestisco. E meno. Se serve, meno. RACHELE Cioè, dopo che hai salvato me, hai guarito Anna, tu vuoi… CHRISTIAN Non ti sto capendo, Rachele. Che devo fare? Mi devo mettere5 una tunica e vado a guarire gli storpi? RACHELE Sai che se ripenso alle cose che ho fatto io nella vita, lo sai che vedo? CHRISTIAN Mm. RACHELE Un cazzo. Ho sempre avuto poco e dopo che è morto mio padre, non ho più neanche quello. Tu che vuoi fare? Tu sei sicuro che ti va bene così? CHRISTIAN Io devo pure campare, eh, Rachele. RACHELE Eh. CHRISTIAN Eh! Mia madre, le cose… RACHELE Io dico che puoi aiutare anche gli altri. CHRISTIAN Gli altri… RACHELE Poi, mica lo devi fare gratis, eh. CHRISTIAN Ah, tu dici di… farmi pagare per fare… per fare questa cosa? RACHELE Ma perché, il dentista non lo paghi? CHRISTIAN No. RACHELE Come no? CHRISTIAN No, è uno indebitato con Lino e ci fa tutto gratis. RACHELE Senti. A me, da quando mi hai salvata, io non ho più bisogno di farmi. Se me l’avessero detto, ti giuro che avrei pagato. Poi tu non ti devi preoccupare, ci penso io a trovare qualcuno che paga per… Che ti ridi? Che è questa faccia? CHRISTIAN Non lo so, sono sempre stato quello brutto, quello che mena. RACHELE Beh? CHRISTIAN Non ho mai pensato che posso essere uno che magari… Che dà alla gente un po’ di… speranza, no? RACHELE E certo. CHRISTIAN Mi fa ridere. CHRISTIAN Mamma? PRETE TV Siamo tornati nella casa di Maria. La nostra casa, il santuario… della tua anima. La testa è velata. È velata da una ferita ancora sanguinante… VIRGINIA Ti piace, amore? Eh? Eh? E dimmelo. PENNA Aspetta. Vai, vai, vai. Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta che devo rispondere. Aspetta. Ferma. Mamma mia, che coglioni. Oh! Pronto? Dopo, dopo. No, tra poco, dai. Vabbè, ho capito, ho capito, ho capito, adesso. Ho capito, adesso. Ciao, ciao. Ciao, ciao. Che coglioni. Guarda… Oh, devo scappare. VIRGINIA Fai come ti pare, caro. Ma se ritorni, paghi di nuovo la corsa. PENNA Ma perché devo ripagare la corsa? Non ho capito. Ho pagato per mezz’ora, ho altri venti minuti. VIRGINIA Amore, mica hai l’abbonamento. PENNA “Mica hai l’abbonamento”… oh! VIRGINIA Qui stiamo lavorando. PENNA Guarda che sei proprio stronza, eh. PENNA Hai lasciato la zona scoperta, Sergio. Sergio! Sergio! Sergio, ma che cazzo stai facendo? Oh. Sergio? Sergio? Oh, ma che cazzo stai facendo, Sergio? Dai. Oh. Molla questo serpente, dai. ANNA Non ho capito. Da quando è cambiato tutto quanto? Cioè, ai tempi miei, ci rifacevamo le tette, era normale. Queste perché si fanno impiantare il culo per avercelo così grosso? Non ha senso. No, scusate, ma a voi veramente piace questa? Qua? CHRISTIAN Non è male. LINO Sono mode. Le mode cambiano. È normale. ANNA Non è normale, questa è una culona, ragazzi. È che è tutto così brutto. Da quant’è che abitiamo qua? LINO Una decina di anni. ANNA Ah, ecco. A voi veramente piace? E poi, noi abbiamo i soldi per comprarci il camino di marmo? I quadri, le madonne, i santi? E poi, perché è tutto nero, qua dentro? LINO Non ti piace? ANNA È che a me manca casa mia. Dov’è? DAVIDE Vabbè, mamma, c’è anche il lato positivo, però. Hai sette album di Renato Zero da recuperare. LINO È vero. ANNA Eri un ragazzino. Ora sei diventato un uomo. Chi me lo ridà il tempo perduto? Quando ti sei innamorato, la prima volta? Chi ti ha insegnato a te a guidare la macchina? E… LINO Anna, recupererai tutto. Capito? È soltanto una questione di tempo. ANNA Ma io sono quindici anni che mi riposo. Nel frattempo, sono cambiati tre papi. Però magari hai ragione tu. Non devo correre. Tanto ormai il tempo perso è perso. LINO Farai un sacco di cose, ancora. Insieme, le facciamo, mh? Adesso, appena il dottore dice quello che puoi fare, quello che non puoi fare… ANNA Il dottore? Il dottore! Tu che ne pensi del dottore, Christian? TOMEI È chiuso. C’è un cartello fuori. Pausa pranzo. MATTEO Non c’è nessun cartello. TOMEI Una volta c’era… forse. MATTEO Adesso è chiuso. TOMEI Riapro tra un’ora. È la prima volta che vieni da queste parti, vero? MATTEO E spero anche l’ultima. TOMEI È un quartiere complicato. Però, se ne esce bene con una regola base: farsi i cazzi propri. MATTEO Mi sono arrivate delle voci su un certo Christian. TOMEI Le voci girano su tutti. MATTEO Li hai visti i segni sulle mani? TOMEI E tu l’hai vista, l’insegna? Io sono solo un veterinario. MATTEO Li hai solo visti o glieli hai pure fatti? TOMEI Ma quanto ci tieni alla risposta? No, dico… quanto? MATTEO Allora? TOMEI Certo che glieli faccio io. Che cazzo ti credi, che è Padre Pio? PENNA Ho aperto questa porta, così, e me lo sono visto davanti a me. Così, là, che mi sembrava dormisse. Mi sono avvicinato e aveva tutto questo boa intorno al collo. Ma com’è possibile, oh? Cioè, gliel’avevamo portato morto, a Tomei. CHRISTIAN Era un altro. Ce l’ha detto trenta volte, era un altro. DAVIDE Se n’è preso un altro, davvero. STEFANO Hai controllato se aveva i tagli, le cose? DAVIDE E dai, no, ma quello era fissato. Dai, scrivi questo coso, non ci pensare. Scrivi. CHRISTIAN Scrivi questo biglietto. PENNA Vabbè, ma che gli scrivo? STEFANO No, lo scrivo io, dai. CHRISTIAN Scrivi… STEFANO Che scrivo? CHRISTIAN “Non era meglio che ti facevi il cane?” PENNA Dai, Christian. CHRISTIAN Vabbè, per sdrammatizzare. PENNA Ma che sdrammatizzi, su. Dai, su, che gli scriviamo? Su, una cosa… migliore. CHRISTIAN “Condoglianze”. PENNA Sempre una certa intelligenza, vedo. CHRISTIAN Sarai intelligente tu. STEFANO No, però mi sa che ha ragione. CHRISTIAN “Condoglianze”. Semplice, via. STEFANO Ha ragione. “Felicitazioni”, se ti sposi. “Congratulazioni”, se tipo trovi il lavoro e… “Condoglianze”, se muori. CHRISTIAN “Condoglianze” pure se ti sposi, lo scrivo, però… STEFANO Oh, Michela. Ma due noccioline? PENNA Io dico, qualcosa di più sentito, no? E dai, qualcosa di… Scusa, ma tu che ti guardi tutti questi documentari, fatti venire un’idea. DAVIDE Che c’entra? Mica vedo i documentari sui biglietti di condoglianze. CHRISTIAN Ma lui dice tipo un aneddoto… PENNA Eh. CHRISTIAN Una cosa, un ricordo, no? STEFANO Oddio. CHRISTIAN Come quando si era fatto e si è addormentato e a momenti prendeva fuoco, ti ricordi? DAVIDE Ah, quando aveva la canna in mano. MICHELA Ma mica potete scrivere una cosa del genere. PENNA Perché? MICHELA Questo biglietto lo legge pure la madre. PENNA Fatti i cazzi tuoi, no? DAVIDE Dai, ha ragione, oh. PENNA No, non ha ragione. Lei è la figlia di Greco. E per discendenza non ha ragione. Vabbè, a Sergio, comunque, dai. DAVIDE A Sergio, ragazzi. CHRISTIAN Andiamo, noi, che abbiamo da fare. PENNA Scrivo io. CHRISTIAN Scrivete voi. A dopo. STEFANO A dopo, ragazzi. PENNA Oh, ma “condoglianze” con la S o con la Z, oh? CHRISTIAN Con la N. DAVIDE Con la Z, con la Z. PENNA Con la Z? DAVIDE Con la Z. PENNA Ma sia prima che dopo? RACHELE Oh. Ma che hai? Eh? Stai bene, sì? CHRISTIAN Sì, sì. RACHELE Ah. CHRISTIAN Ma se facciamo domani? RACHELE Ma che facciamo domani? Ho fatto i salti mortali per convincerla, a questa. CHRISTIAN Gliel’hai detto che non lo deve dire a nessuno? RACHELE E certo. Devi stare tranquillo. È uno a posto. CHRISTIAN È uno o una, oh? RACHELE Dai. Oh, Virginia. VIRGINIA Ehi, Rachele. RACHELE Ciao. Eccoci qua. VIRGINIA Andiamo? RACHELE Sì. CHRISTIAN Ma che sì? Me lo potevi dire, no? RACHELE Ma che cosa? CHRISTIAN Che cosa? Io questo non lo tocco. RACHELE Perché? CHRISTIAN Perché? Non si sa neanche cos’è. VIRGINIA Che cazzo hai detto? RACHELE No, niente! VIRGINIA Eh? RACHELE No, no, no, è un po’ nervoso. Lascialo stare. CHRISTIAN Ho detto che non si sa neanche cosa sei, ho detto. VIRGINIA Ora te lo dico papale papale. RACHELE Eh. VIRGINIA Questo, a casa mia non ce lo voglio. CHRISTIAN Sticazzi. RACHELE Sì, allora, aspetta un attimo… CHRISTIAN Ma ti sei visto? VIRGINIA Ma ti sei visto tu? CHRISTIAN Ma che hai gli specchi di legno, a casa? VIRGINIA Oh, Chicco, mi spicci casa, tu! RACHELE No per… Oh! VIRGINIA Eh? RACHELE No, oh! CHRISTIAN Ti faccio diventare normale, sai? VIRGINIA Vieni, vieni, provaci, vieni. RACHELE Per favore! VIRGINIA Io ti meno. RACHELE Arriviamo! Vai, vai! VIRGINIA Eh! RACHELE Vai, che abbiamo da lavorare, vai! Ma che cazzo ti viene in mente di fare? Arriviamo, Virginia, è tutto a posto. VIRGINIA No, no, Rachele. CHRISTIAN Non l’accetto. “Ti ammazzo”, sì. RACHELE Tutto a posto. VIRGINIA Ti ammazzo. Dai, vieni. RACHELE Oh. Ma che cazzo stai… CHRISTIAN Questa è matta. VIRGINIA Vieni. CHRISTIAN Dove mi hai portato, oh? RACHELE Senti, questa ci paga, hai capito? CHRISTIAN Sticazzi. RACHELE Ci dobbiamo andare. RACHELE Che carina, questa casa. CHRISTIAN Mm… RACHELE Li fai tu questi cappelli, Virginia? VIRGINIA Sì. Sono brava, vero? RACHELE Ammazza! Sì, sei brava. CHRISTIAN Virginia… bel nome del cazzo per un trans. VIRGINIA Ancora! “Una” trans. È un nome femminile, come me. Poi, a me Virginia piace. Mica ci possiamo chiamare tutte Deborah, Samantha. RACHELE Vabbè. Virginia ha un problema con la coca, mh? CHRISTIAN Con la coca? RACHELE Eh. Perché? Che avevi capito? CHRISTIAN Ma io pensavo che fosse una cosa più sul… RACHELE Christian è questo amico mio di cui ti parlavo. VIRGINIA Christian. Quello sì che è un nome del cazzo. Magari hai pure la H. RACHELE Mamma mia, quanto è difficile oggi. Vabbè, a Christian è successa una cosa che è difficile da spiegare, no? Te l’ho detto. Però, da quando mi ha toccata, la mia vita è cambiata. Ti fidi o no? VIRGINIA A vederlo così… non gli darei neanche una lira. RACHELE E vabbè, quello lo capisco. VIRGINIA Ma se questo non funziona, i miei soldi li rivoglio indietro. RACHELE È chiaro. VIRGINIA Che devo fare? CHRISTIAN Mettiti a sedere, Virginia. Vabbè, gli… le mani. RACHELE Eh. CHRISTIAN Dammi le mani. VIRGINIA No, ma io, con le mani così, non mi faccio toccare. Mi attacca le malattie. CHRISTIAN Io ti attacco le malattie? RACHELE Oh, ti devi fidare. Vai. Chiudi gli occhi. Chiudi. VIRGINIA Tutto qua? CHRISTIAN Sì. Tutto qua. Ti aspetto di fuori, Rachele. RACHELE Sì. È un po’ strano, eh. Però fhunziona. M? Ciao, Virginia. VIRGINIA E il caffè? RACHELE Un altro giorno. MATTEO Ne ho conosciuti tanti. Sfruttare la disperazione altrui… un’idea semplice. E vincente. CHRISTIAN Tu sei quello che va in giro a farsi i cazzi miei, vero? MATTEO Ne ho conosciuti tanti. Ma tutti molto più credibili di te. CHRISTIAN Chi cazzo saresti, tu? MATTEO Uno che può evitarti un sacco di problemi. CHRISTIAN Ah. Che problemi? MATTEO Quelli che ti causerò io, se non la smetti. CHRISTIAN Se non la smetto di fare che? MATTEO Una tossica che fa Lazzaro, un ex chirurgo fallito che ti taglia le mani… CHRISTIAN Mi dici chi sei, o continui con questi indovinelli del cazzo? MATTEO Puoi spacciare, puoi rubare, puoi spaccare le ossa per il tuo padroncino… puoi fare quello che ti pare, ma se usi il nome di Dio, se ti spacci per santo, tendo a prenderla piuttosto male. CHRISTIAN Guarda che questi segni mi sono venuti da soli. Eh. MATTEO E chi pensi di essere? Gesù Cristo? CHRISTIAN Io non penso un cazzo. Mi sono successe delle cose. MATTEO Secondo te, il Signore sceglierebbe uno come te? CHRISTIAN Ah! Ah! MATTEO Quante volte sei stato in galera, eh? Quanti ne hai mandati all’ospedale? Quanti ne hai rovinati? ITALIA Christian! Ma che stai facendo? CHRISTIAN Ma… sei andata a fare la spesa da sola? ITALIA Eh sì, ti volevo preparare la parmigiana di melanzane, che ti piace tanto. CHRISTIAN Ma stai bene? ITALIA Sto bene, sto benissimo. Tu stavi tornando, stavi uscendo, che…? CHRISTIAN No, no, no, stavo salutando questo amico, ma… MATTEO Salve. CHRISTIAN Sta andando via. ITALIA Buongiorno. Andiamo? CHRISTIAN Sì. Ti aiuto. ITALIA Ma no, non c’è bisogno. Ce la faccio. Che guardi? CHRISTIAN Ma stai bene, mamma? ITALIA Eh sì, certo. Sto bene, sto benissimo. CHRISTIAN Cioè ti senti… bene bene? ITALIA Christian, sto bene! Che c’è? CHRISTIAN Sei bella! Sei bella, mamma. ITALIA Sono bella… CHRISTIAN Allora, ricapitoliamo, fai tutto quello che…? STEFANO Che mi ordini di fare. CHRISTIAN E non fai un cazzo se…? STEFANO Se non me lo ordini di fare. CHRISTIAN Bravo. STEFANO Guarda che non sono stupido, eh. PROPRIETARIO Cioè, col raffreddore lo hanno rimandato a casa? Scusa eh, ti richiamo. Serve un aiuto? CHRISTIAN Mh? Bella, è una bomba questa macchina. Quanto costa questo gioiellino? PROPRIETARIO Beh, di listino, siamo sopra i 45.000 euro. CHRISTIAN Mm-mh. PROPRIETARIO Però, se vuole, posso farle vedere modelli più economici. CHRISTIAN Perché più economici? Per chi mi hai preso, scusa? PROPRIETARIO No, no, no, ci mancherebbe. CHRISTIAN Ci mancherebbe, sì. I soldi mica sono un problema. Quindici giorni. PROPRIETARIO Che cosa, mi scusi? CHRISTIAN Quindici giorni e me la vengo a prendere. PROPRIETARIO Non ho capito. CHRISTIAN Per conto di Lino. PROPRIETARIO Guarda, se è per quel piccolo debito, non è così alto. Mi serve un po’ di tempo, però posso pagare. CHRISTIAN Mm-mh. Lo so, non è che lo devi spiegare a me, lo devi spiegare a lui. STEFANO E… spim! CHRISTIAN Bella, eh? STEFANO Ammazza, oh. Certo, però, bianca. CHRISTIAN Vabbè, questa, tra quindici giorni, se non paga, ce la veniamo a prendere. Capito? Quindici giorni. Non uno di più. Dov’è il bagno? PROPRIETARIO Dopo quella porta. CHRISTIAN Pensaci tu, qua. Io torno subito, vado a pisciare. STEFANO Sì. Ce l’hai rossa? Oh, ce l’hai rossa o no? E… pam! E… spim! STEFANO Christian? Christian? CHRISTIAN Dimmi. STEFANO Oh, Christian. C’è un problemuccio. TOMEI Tutto quello che gli potevate rompere, gliel’avete rotto. Questo ha due o tre anni di riabilitazione, se gli dice culo. CHRISTIAN Avevo detto “occupatene finché sono in bagno”. STEFANO Infatti, me ne sono occupato. CHRISTIAN Eh! LINO Cioè, fammi capire, Christian, tu vai in bagno e lasci questo solo con Stefanuccio? Ma l’hai visto, sì? CHRISTIAN Ma che ne so, Lino. STEFANO Ho capito male, oh. Può succedere. Scusami, Lino. Sto più attento, la prossima volta. LINO Cosa potrebbe dire di credibile, in ospedale? CHRISTIAN Vabbè, che lo hanno investito. TOMEI Sì, investito… Non è facile, perché queste ferite… LINO Vabbè, ho capito, finiscilo e fallo sparire. TOMEI Sì, farlo sparire non è un problema. Ma io non uccido, lo sai. Al massimo, aspetto. LINO Tomei. Tu te lo sei già giocato il paradiso. Non te lo scordare. CHRISTIAN Oh, aspetta, aspetta. Lino, aspetta. Fammici provare. A guarirlo, dico. LINO Ti ho già detto che deve rimanere tra me e te, questa cosa. CHRISTIAN Fammi provare, non lo puoi ammazzare così, dai. LINO Hai ragione. Dai! Hai visto, Tomei? Neanche devi aspettare, adesso. Fallo sparire. Tu vieni con me. VIRGINIA Christian! Fermati, Christian, ti prego! CHRISTIAN Questa mi scambia sempre per qualcun altro, mi sa. Oh! Ho da fare. VIRGINIA Sei un angelo. CHRISTIAN Devo andare via, oh. VIRGINIA Mi hai salvata. CHRISTIAN Oh, ma che fai? Tirati su. VIRGINIA Mi hai salvata. CHRISTIAN Tirati su, oh. VIRGINIA Sei un angelo. Mi hai salvata! CHRISTIAN Tirati su. Oh, ho da fare. VIRGINIA Non mi sento più così. Grazie! Mi hai salvata! CHRISTIAN La gente sta fuori. DON FRANCESCO Padre, Figlio e Spirito Santo. FEDELI Amen. DON FRANCESCO Nel nome del Signore, andate in pace. FEDELI Rendiamo grazie a Dio. MATTEO Signora. FEDELE 1 Permesso. MATTEO Prego. ITALIA Lei è quello che ho visto con Christian. MATTEO Ho bisogno di parlarle. ITALIA Sì? MATTEO Posso offrirle un tè? ITALIA Il tè non mi piace, ma… un’altra cosa. MATTEO La trovo molto bene. ITALIA Eh, sì, sì. Infatti, sto benissimo. MATTEO Mi sembra un’altra persona, rispetto a qualche tempo fa. ITALIA Sì. Ma lei come fa a saperlo? MATTEO Ero già venuto a casa sua. ITALIA Ah, sì? E perché? MATTEO Per suo figlio. ITALIA Oh, Dio. Che ha fatto, Christian? MATTEO Ancora poco, diciamo. Ma io sono qua per aiutarlo. ITALIA Ma lei è un poliziotto? MATTEO No, non sono un poliziotto. Lavoro per il Vaticano. Ha mai avuto l’impressione che Christian fosse… diverso? Ha mai fatto qualcosa di inspiegabile, qualcosa di… speciale? ITALIA Mi avevano avvisato che saresti venuto. MATTEO Che sarei venuto? ITALIA Che qualcuno sarebbe venuto. A chiedermi di Christian. MATTEO Ma chi l’ha avvisata? LINO Yo no sé… Mi piace. Non ti fermare. Oh. Che c’è? Stiamo correndo troppo, dici? Oh! ANNA Chi mi ha sparato, a me? LINO Eh? ANNA Chi mi ha sparato, a me? LINO Ma perché me lo stai chiedendo adesso? Un uomo di Greco. ANNA E Greco che fine ha fatto? LINO È morto. ANNA Gli hai sparato tu? LINO Sì. ANNA Per vendicarmi? LINO Veramente, è lui che si è vendicato. ANNA E quindi, è per colpa tua? È per colpa tua se sono stata quindici anni come un vegetale su un letto. LINO No, veramente è per merito mio che sei rimasta viva per quindici anni. O era meglio che staccavo la spina? Dovevo staccare la spina? Eh? MICHELA Non ce la faccio più a continuare così. Prima o poi ci beccano tuo padre o mia madre. MATTEO Ma chi l’ha avvisata? ITALIA E che quando sarebbe venuto, io avrei dovuto dirgli la verità. MATTEO Ma che verità? ITALIA Uscivo dalla messa ed ero così infelice. A un certo punto, mi si è accostato un uomo. Aveva in braccio un neonato. Non l’avevo mai visto prima. Cercava me. Non l’ho mai visto, dopo. Mi ha detto che… che quel neonato non aveva i genitori. Allora io, d’istinto, subito, ho scelto di… di crescerlo come figlio mio. Qui tutti sanno che è figlio mio, naturale. Somigliava a Gesù Bambino e così… l’ho chiamato Christian. Mi ha detto che prima o poi sarebbe venuto un uomo. Dal Vaticano. E che quando sarebbe venuto, io avrei dovuto dirgli due parole: “Ancilla Domini”. MATTEO Ancilla Domini? Ma che significa? A cosa si riferiva? MADRE SUPERIORA È nato poco fa. È proprio sicuro di farlo? Non potremmo… PADRE KLAUS Perché non l’avete ancora sedata? BENEDETTA No, no. Mandatelo via. Mandatelo via! PADRE KLAUS Prenda il bambino. BENEDETTA No, no, no, ti prego. No. No, no. PADRE KLAUS Prenda il bambino. BENEDETTA No, no. Ti prego, no. PADRE KLAUS Lascialo! BENEDETTA No, no. PADRE KLAUS Lascialo! BENEDETTA No! PADRE KLAUS Ti ho detto lascialo! BENEDETTA No, no, no, no, è mio! BENEDETTA Mio figlio, no. No! No! ITALIA Avrei anche dovuto dirgli qualche altra cosa, prima che se ne andava: “Io sono l’Alfa. E l’Omega. Sono il Primo…” MATTEO “…e l’Ultimo.” ANGELO Il Principio e la Fine. MATTEO “Il Principio… e la Fine”.