BERGOMI BIBLIOTECARIO CARESSA CASSIERA CHRISTIAN CLIENTE DAVIDE FEDELE_1 FEDELE_2 FEDELE_3 FEDELE_4 GIOVANE_ZINGARA GRECO ITALIA LINO LISA LORENZO MAGA_BAMBINA MARIA MAROCCHINO MARTINA MATTEO MICHELA PENNA PRETE PROPRIETARIO RACHELE RIPA SERGIO STEFANO STUDENTE TOMEI UOMO_DI_GRECO UOMO_DI_LINO UOMO_SINTI ZINGARO ZINGARO_1 ZINGARO_2 LINO Tu hai capito bene che ti succede se stai provando a fregarmi? Hai capito pure che succede a tua moglie e a tuo figlio? UOMO DI GRECO Non ti voglio fregare. LINO Hai capito bene o no? UOMO DI GRECO Ci fai ammazzare. LINO Eh no. Vi faccio ammazzare male. Ora hai capito? Quanti uomini ci sono con Greco? UOMO DI GRECO A parte la moglie, gli siamo rimasti vicino solo in due. Gliene è rimasto solo uno. UOMO DI LINO E gli zingari? LINO Sanno fare soltanto una cosa, gli zingari: i cazzi loro. Andiamo. CARESSA Va via Montella, attaccato da Liverani, che lo tocca. Calcio di punizione. Trefoloni aggiusta il punto di battuta di qualche centimetro e poi va a controllare la distanza dell’unico uomo in barriera… GRECO Guarda questo stronzo. CARESSA …Liverani. Tutti i saltatori dentro della Roma. Totti, forte e teso. Mancini. Totti, sinistro! GRECO E dai! CARESSA La palla sfiora il palo. Grandissimo sinistro di Totti. Occasione per la Roma. GRECO Ma mortacci tuoi. BERGOMI Forse lo tocca anche il palo, vediamo. Sì, lo tocca mi sembra, sì. GRECO Oh, sei tu. CARESSA …prova a riproporre. Favalli e Albertini, nessuno dei due. Poi Zebina prova a ragionare. Lima. Dacourt. Chiede palla Cassano, Dacourt aspetta un po’ troppo, a Conceicao. Prova ad andare ancora Oddo. LINO Chi vince? CARESSA …palo con il sinistro. Mancini sulla diagonale. La palla è ancora lì. Samuel… GRECO Se bussavi, ti aprivo io. LINO Ti ho fatto una sorpresa. GRECO Ah. MICHELA Papi. LINO Come si chiama tua figlia? Come si chiama tua figlia? GRECO Michela. Non le fate del male. LINO Prendi Michela e vattene. MARIA No. Devi ammazzare anche me. LINO Prendi tua figlia, te ne vai a casa, ti fai un bel bagno caldo, ci dormi su e domani… come si dice? È un giorno nuovo. Per te e per lei. Nessuno vi romperà più il cazzo. Portala via. MARIA Non mi toccare. UOMO DI GRECO Infame. MARIA Vieni, a mamma. MICHELA Sì. CARESSA …dentro ancora per Oddo. Grande posizione. Oddo verso il centro. MARIA Vieni da mamma. GRECO Bella di papà. CARESSA Fallo contro la Lazio. Ha spinto Conceiçao in area di rigore… GRECO Bella di papà. CARESSA Calcio di punizione per la Roma. Ecco il replay. Mentre va sul pallone Oddo… GRECO Siediti. LINO Che posto di merda per farsi ammazzare. Senza neanche un pischello che ti difende. Sei rimasto da solo, Greco. GRECO A me, l’unica cosa che mi dispiace… è essere ammazzato da uno con questi capelli da frocio. LINO Ma come? Ce li ho come Fiorello. Non sai neanche chi è Fiorello. Sai, non mi sorprende che tu non abbia gusto. Guarda dove stai. GRECO Lo sai che cosa sorprende me? CARESSA …in avanti, passaggio all’indietro… GRECO Mi sorprende quello che non hai capito tu. LINO E cos’è che non ho capito? GRECO Che solo chi sta vincendo ha tanto da perdere. Famiglia. Potere. Potere… Famiglia. Lino, bada a non sbagliare priorità. LINO E molla! Frocio un cazzo. Frocio un cazzo, Greco. Portami a casa! Prendi la macchina, dai! Andiamo! CARESSA Passo. Cassano, Mancini! Di tacco, Mancini! Uno a zero! Incredibile invenzione di Macini sotto porta…. CARESSA Ancora a terra Cassano. Andiamo a sentire se c’è ancora qualcosa dalle panchine, mentre questo è l’intervento precedente di Mancini, sul quale hanno protestato i giocatori della Lazio. Martina Maestri da bordo campo. Martina. MARTINA Guarda, proprio poco fa Capello si è rivolto a… LINO Ma porca… Oddio. Amore… DAVIDE Papà? LINO Davide. Davide? Davide! DAVIDE Papà! LINO Davide! DAVIDE Papà! LINO Dav… Davide! CARESSA …ancora per la Roma. LINO Amore. Oddio. È tutto a posto? DAVIDE Sì, mamma? LINO Mamma… Mamma dorme. È tutto a posto. Ci pensa papà. ZINGARO 1 Vieni, vieni, merda. CHRISTIAN Oh. Dove siamo? ZINGARO 1 Andiamo! CHRISTIAN Oh! ZINGARO 2 Così impari a buttare la gente dalla finestra. CHRISTIAN Zio, guarda che non l’ho fatto apposta, eh. ZINGARO Sì, sì, vabbè. Mi hai quasi ammazzato, mortacci tuoi. Stronzo. CHRISTIAN Oh! Non l’ho fatto apposta, a farti cascare. Oh! Dove mi state portando? ZINGARO Vieni, vieni. Ora sono cazzi tuoi. CHRISTIAN Non l’ho fatto apposta. UOMO SINTI (sottotitolo) Per tutte le volte che abbiamo subito ingiustizie, subito violenze da quest’uomo. Per tutte le volte che avremmo voluto vendicarci, senza poterlo fare. Per tutte le volte in cui abbiamo dovuto starcene buoni e piegare la testa. Adesso abbiamo la nostra occasione! ZINGARO Stai giù! CHRISTIAN Che stai dicendo? UOMO SINTI (sottotitolo) Per tutti noi, un’occasione di vendetta. Lenta e dolorosa! Per prima cosa… tagliamogli le mani! Ti tagliamo le mani. CHRISTIAN Che cazzo stai dicendo? (sottotitolo) Ma che cazzo fai? Non ti azzardare. Oh, ma che cazzo fai? Non ti azzardare! MAGA BAMBINA (sottotitolo) Fermo! Come conosci la nostra lingua? CHRISTIAN (sottotitolo) Ma chi cazzo la conosce la vostra lingua del cazzo. MAGA BAMBINA (sottotitolo) Slegatelo e portatelo da me. CHRISTIAN Ma chi è? Ma chi è? CHRISTIAN Ciao. MAGA BAMBINA Vieni. Non è qui che ti aspettavo. CHRISTIAN Mi aspettavi? Cioè… Quindi, mi… Mi… Mi conosci, insomma, sai… sai chi sono? MAGA BAMBINA Solo i più fortunati… e i più sfortunati… hanno l’onore, hanno la sventura, hanno l’ardire di saperlo. Perché sei qua? CHRISTIAN Mah, veramente non è stata proprio un’idea mia, quella di… di venire qua. MAGA BAMBINA “Si sedettero insieme. E insieme… decisero cosa fosse il Bene. E insieme decisero cosa fosse il Male. E insieme decisero cosa fosse l’uomo.” CHRISTIAN Ahi. Oh! Lasciami. MAGA BAMBINA Resta cieco chi cerca la verità nei cieli dove volano le colombe. Trova la verità chi la cerca nel fango dove strisciano i serpenti. CHRISTIAN Ah! Lascia! RACHELE Buongiorno. Senta, ho letto l’annuncio qua fuori. CASSIERA Deve parlare con mio marito. È là. È al banco. RACHELE Grazie. PROPRIETARIO Va bene. Va bene, va bene. E il filetto. Grazie. CLIENTE Arrivederci. PROPRIETARIO Arrivederci. RACHELE Buongiorno. Ho letto l’annuncio, ho visto che cercate una commessa. PROPRIETARIO Ah, sì. No. RACHELE Guardi che io ce l’ho un po’ di esperienza, eh. Ho lavorato qualche anno in una gelateria… PROPRIETARIO Sì. Ti facciamo sapere, eh. RACHELE Vabbè, ho capito, va. La cocaina fa venire voglia di salato. Lo sapevi, questo? Ogni tossico ha i suoi gusti, però per me, per riprendermi, è sempre stato così. Cocaina, salato. Eroina, zuccheri. Quando te la fumi, biscotti. Farciti. Con la crema. Qualche volta marmellata, però scura, mai chiara. Se invece te la fai in vena, gelato. Io andavo pazza per il gelato all’amarena. Guarda che lo sanno tutti che sono tossica, eh. Ma che sono una ex tossica, lo so solo io. Ti potrei essere utile. Tu, le cose che piacciono alle casalinghe, tipo scope, detersivi, questa roba così, te la puoi pure tenere lontana. Ma le cose che piacciono ai tossici, te le devi tenere vicine. Perché quelli sono fenomeni a farti sparire le cose sotto gli occhi. Vabbè, oh… va bene pure metà stipendio eh, tanto per cominciare. PROPRIETARIO Sì, ma… ti facciamo sapere. Mm? RACHELE ‘Fanculo, va. Devo pagare. RACHELE Uno fa bene a rubare a queste teste di cazzo. Oh! GIOVANE ZINGARA Oh! Sei Rachele? RACHELE Ma che vuoi, oh? GIOVANE ZINGARA Devi venire con me. RACHELE Ma chi ti conosce? GIOVANE ZINGARA Mi manda Christian. RACHELE Guarda le papere! GIOVANE ZINGARA Sono oche. RACHELE Mamma mia. GIOVANE ZINGARA Quella laggiù. RACHELE Ok. GIOVANE ZINGARA Gialla. CHRISTIAN Ce l’hai fatta. RACHELE Ma che hai fatto in faccia? CHRISTIAN Vieni. RACHELE Ma ti stai nascondendo? CHRISTIAN Entri? RACHELE Comunque, a me piace il circo. Hai fatto bene a venirci. Che stai facendo? CHRISTIAN Mi sono venute quella notte. Dobbiamo parlare di quella notte, Rachele. Oh! RACHELE Eh? CHRISTIAN Dobbiamo parlare di quella notte. RACHELE Eh! CHRISTIAN Eri svenuta, giusto? RACHELE No. No, ero peggio che svenuta. CHRISTIAN Peggio che svenuta. Vabbè. Ti ho toccata. RACHELE Sì… CHRISTIAN E poi? RACHELE È… è stato come ritornare a respirare. Come se qualcuno mi stesse tenendo la testa sott’acqua e poi, a un certo punto, me la tira fuori. Mi sono sentita come… riemergere. CHRISTIAN Ma ti ho toccata in un modo particolare? Una cosa tipo… RACHELE Se non lo sai tu. Io ero morta. Poi è successa un’altra cosa. CHRISTIAN Che? RACHELE Io ci ho provato a rifarmi. Non ci sono riuscita. Cioè, mi sono bucata, ma niente. CHRISTIAN Che vuol dire “niente”? RACHELE Mi è uscita la roba dalla vena. CHRISTIAN Ti è riuscita? RACHELE Eh. Assurdo. CHRISTIAN Mi sa che avevi ragione te, Rachele, è successa qualche cosa. Guarda se mi tocca studiare per la prima volta in vita mia. Me l’hai presa, la macchina? RACHELE Sì. Tieni. CHRISTIAN Guida tu. Mi devi portare da una parte. RACHELE Ah. CHRISTIAN Aiutami con la giacca, Rachele. RACHELE Sì. Ma tu… l’hai detto a qualcuno? CHRISTIAN Macché. Che sei, scema? RACHELE Ah. No, perché è venuto uno da me. Mi ha fatto un sacco di domande, voleva sapere di quella notte. CHRISTIAN Ma chi gliel’ha detto? RACHELE Ah, boh. Se non gliel’hai detto tu… CHRISTIAN Chi cazzo è questo? RACHELE Non lo so, era uno… strano, aveva una faccia strana. CHRISTIAN Ma ti ha dato fastidio? Ti ha messo paura? RACHELE Ma ora che fai? Ti preoccupi per me? Andiamo, dai. PRETE Il corpo di Cristo. Il corpo di Cristo. FEDELE 1 Amen. PRETE Il corpo di Cristo. FEDELE 2 Amen. PRETE Il corpo di Cristo. FEDELE 3 Amen. PRETE Il corpo di Cristo. FEDELE 4 Amen. MATTEO Permette? Mi manda Don Francesco. Così? Prego. ITALIA È per la benedizione… per Pasqua? MATTEO Certo. Pasqua… ITALIA Pasqua. MATTEO Mh. Don Francesco mi ha detto che lei ha un figlio. ITALIA Don Francesco? MATTEO Suo figlio… dove si trova? Il nome di suo figlio se lo ricorda? CHRISTIAN Stai più a destra, per favore? RACHELE Ho capito, però è stato questo stronzo. Oh, deficiente! CHRISTIAN Ma quale stronzo? Quello sta nella sua parte! Devi stare più… più in qua, guarda. RACHELE Mamma mia. Lo sai da quant’è che non guidavo? CHRISTIAN Ma no! RACHELE Sì, ti giuro! CHRISTIAN Ma dai! RACHELE Eh! CHRISTIAN Non si direbbe, guarda. Stai più a de… stai più a destra! RACHELE Ci sto, ci sto. Mamma mia. CHRISTIAN Ecco. Così, così, così, ecco. Così. RACHELE E rilassati! CHRISTIAN In Inghilterra ha preso la patente, oh. RACHELE Sì, vabbè. Che hai fatto qua al soffitto? CHRISTIAN Dove? RACHELE Qua sopra, al soffitto. CHRISTIAN Ah, qua. No, no, niente. A parte che non si chiama soffitto, si chiama tettuccio. E poi, no… stavo portando una cosa per mia madre sopra. RACHELE Ah. Sembra che ci sia cascato sopra qualcuno. CHRISTIAN Eh. RACHELE Vedi? Ha tutta la forma proprio… CHRISTIAN Guardi davanti, Rachele? RACHELE Oh. Sto guardando. CHRISTIAN Una soggezione a me, con tutti questi libri. RACHELE È strano, questo posto. CHRISTIAN Ci sei mai stata, tu? RACHELE Io? CHRISTIAN Eh. RACHELE Ma che sei matto? CHRISTIAN Vabbè. Dividiamoci. Tu vai giù e… RACHELE Vado a parlare con questo. CHRISTIAN Eh. Sono qua, eh, Rachele. RACHELE Sì. Ora arrivo. CHRISTIAN Capo! STUDENTE Oh, ma che sei, a casa tua? CHRISTIAN Scusa? Mi serviva di sapere tipo… BIBLIOTECARIO Guardi, per le richieste, deve rivolgersi al banco. CHRISTIAN Neanche ti ho detto quello che ti dovevo dire. Un libro. BIBLIOTECARIO Titolo? CHRISTIAN E se sapessi il titolo, te lo chiedevo? È una cosa tipo su… su… una cosa che magari può venire alla pelle, alle mani. BIBLIOTECARIO Ehm… la pelle, le mani… tipo dermatite? Psoriasi? CHRISTIAN No, magari. No. BIBLIOTECARIO No. CHRISTIAN Una cosa, tipo, un po’ più mistica, tipo di questa roba qua, un po’ tipo Padre… come si chiama quello lì, con la barba? BIBLIOTECARIO Un prete con la barba? CHRISTIAN Le cose, Gesù… BIBLIOTECARIO Padre Pio? CHRISTIAN Eh, esatto. Mi dai qualcosa su… BIBLIOTECARIO Ma che? Le stigmate? CHRISTIAN Bravo. BIBLIOTECARIO Vado a dare un’occhiata. CHRISTIAN Grazie. Ti aspetto qui? BIBLIOTECARIO Sì. RIPA Ho sempre considerato il De Tribus impostoribus un testo affascinante, svilito da una traduzione inadeguata. MATTEO Spero che apprezzerà la mia. RIPA Finora non mi hai mai deluso… come traduttore. MATTEO Come sta, cardinale? RIPA Come il signore vuole che stia. Mi hanno raccontato una storia. Un uomo trova un crocifisso e se lo mette in casa. Due giorni dopo, quel crocifisso comincia a sanguinare. Una settimana dopo, l’intero paese fa la fila per assistere al miracolo. MATTEO Per come conosco io la storia, il paese fa la fila per assistere a una truffa da quattro soldi. RIPA Aspetta, senti come continua. Il Vaticano incarica un postulatore di definire la natura di quel fenomeno. E quella notte stessa, inspiegabilmente, il crocifisso prende fuoco. L’incendio distrugge la casa e l’uomo rimane indenne. MATTEO Ecco. Questo sì che è un miracolo. Vuole sapere che ne penso di questa storia, cardinale? RIPA No, voglio sapere come stai. MATTEO Come il signore vuole che stia. Che ne pensa di quattro truffatori che si approfittano delle persone innocenti, le persone pure, dei puri di cuore. Sono queste le persone che dovrebbe difendere Dio. Sono queste le persone per cui un uomo dovrebbe armare il suo braccio e punire. RIPA È più grave il peccato di un uomo che circuisce i suoi simili, fingendosi messaggero di Dio… MATTEO O quello di colui che, per questo, lo punisce? RIPA Colui che si sostituisce, nella punizione, al Signore stesso… MATTEO La frode. L’inganno. L’impunità. Il Signore non permetterebbe mai queste cose. RIPA Matteo. Perché hai perso la fede, Matteo? Perché? RACHELE Oh! Ho trovato un po’ di roba, eh. Allora… CHRISTIAN “Stigma”. Buono, questo. RACHELE No, questo è in inglese. CHRISTIAN Che lo hai preso a fare? RACHELE Vabbè, ci sono le figure. CHRISTIAN “Racconti sulle stigmate”. RACHELE Pure. Eh? Pure questo. CHRISTIAN Vabbè, dai. Penso che bastino, eh. RACHELE Sì? CHRISTIAN Ma li puoi prendere qua? Non è che… che si paga, gli chiedo. Scusa? Si paga… si pagano, i libri? STUDENTE No. RACHELE Vabbè, nel dubbio… Ciao. CHRISTIAN Ciao. CHRISTIAN Oh, hai finito? RACHELE Madonna, quanto è buono. È quasi finito, vuoi assaggiare? Senti quanto è buono. CHRISTIAN No, no. RACHELE Dai, senti, assaggia. CHRISTIAN Non mi va. RACHELE Buonissimo. CHRISTIAN Cosa un euro, Rachele, quale buonissimo? RACHELE E beh? CHRISTIAN È tutto zucchero. Lo sai che hanno fatto un esperimento in America con i topi dentro a una gabbia, così, gli hanno messo dei biberon. Uno con la cocaina e l’altro con lo zucchero. Indovina i topi dove andavano, alla fine? RACHELE Dove andavano? CHRISTIAN Dallo zucchero. RACHELE Perché? CHRISTIAN Non lo so, mica sono un topo. RACHELE Sì, ho capito, ma che volevano dimostrare? CHRISTIAN Che lo zucchero fa male. RACHELE Perché la cocaina fa bene. Allora, senti. Qua dice che i segni sulle tue mani possono avere tre motivazioni. CHRISTIAN Eh. RACHELE La prima è che sono auto inferti. CHRISTIAN Cioè? RACHELE Cioè, che te li sei fatti da solo. CHRISTIAN Col cazzo. RACHELE Oh, c’è scritto qua, eh. La seconda, che è una cosa… psicosomatica. Cioè, che tu sei nervoso, stai male e allora ti… ti suggestioni, capito? CHRISTIAN Mi pare una cazzata. RACHELE Vabbè, che dobbiamo fare? Ti devo chiamare un medico? CHRISTIAN La terza? RACHELE E la terza è quella… quella che non si spiega. Quella speciale. Dei santi, tipo. DAVIDE Bello. Ma quant’è? Quattro metri? SERGIO Centoventi chili. Quasi cinque metri. PENNA Ammazza, oh. SERGIO Peccato che però non fa un cazzo tutto il giorno. DAVIDE È un serpente dentro un coso di vetro, che deve fare? SERGIO Sì, però chi se lo immaginava che sono animali così stupidi? DAVIDE Magari gli stai sulle palle. PENNA Perché, i serpenti hanno pure le palle? SERGIO Beh, qualcosa devono pure averla. PENNA Però, non si capisce dove. DAVIDE Comunque, stupidi un cazzo. In America, hanno messo dei serpenti dentro a una gabbia con dieci buchi e uno solo portava all’uscita. Il primo giorno, i serpenti ci hanno messo 700 secondi a trovare il buco giusto. Il secondo giorno, 400. Il terzo, 30. SERGIO Tu un animale che ci mette 30 secondi a trovare un buco, lo chiami sveglio? PENNA Tu ci hai messo 20 anni e hai dovuto pure pagare. DAVIDE Stefanino, ti piace il serpentino? STEFANO È bello, oh. DAVIDE Va bene, ragazzi, io me ne vado, eh. Non fate danni, eh. PENNA E il mio panino? SERGIO Te lo sei mangiato. Che, ti sei rincoglionito? STEFANO Che cazzo vuoi? PENNA Oh, me lo sono mangiato? DAVIDE Ciao, ragazzi. Ci vediamo dopo. SERGIO Capo. STEFANO Ciao, Davide. PENNA Senti, Sergio, riporta indietro quel coso, va. SERGIO Ma che stai scherzando? Lo sai quanto vale la pelle di questo coso? Scarpe, borse cinte. Un sacco di cinte. A questo stronzo gli levo la pelle, che tanto gli ricresce, e me la rivendo, no? PENNA Ma sei sicuro che gli ricresce? SERGIO Perché, non lo sai che la cambiano? PENNA Ma sei poi ti muore? Senti, io mi farei ridare i soldi da Tomei. SERGIO Ma che mi muore. Ma questi vivono cent’anni. RACHELE Tranquillo, qui sotto non ti si fila nessuno. Stai attento alle siringhe, eh. CHRISTIAN Solo alle siringhe, dici? RACHELE Non c’eri mai venuto, qua sotto? CHRISTIAN Da ragazzino, una volta, forse. RACHELE Ma che vuol dire “forse”? Qui ci vieni o non ci vieni. CHRISTIAN Avevo paura. RACHELE Ah. Tu avevi paura? CHRISTIAN Sì. Un po’. RACHELE Guarda che non ti facevo così. CHRISTIAN Così come? RACHELE Boh. Normale. CHRISTIAN Normale. Uno che ha paura è normale? È normale chi non ha paura. SERGIO Mi hai venduto un serpente malato. Mille euro. È campato una settimana. Ora mi ridai i soldi, subito. TOMEI Lo avete ammazzato voi. SERGIO Ma che ti sei scordato per chi lavoriamo? TOMEI Bravo. Vallo a svegliare. Così vediamo se si incazza con me o con voi che usate il suo nome per estorcere denaro. Duecento euro. SERGIO E vabbè, dai. Dammi duecento euro. TOMEI Se vuoi che io me ne sbarazzi, duecento euro. SERGIO Ma stai scherzando? TOMEI E allora portatelo via. Se no, sai che succede? Che per legge mi tocca chiamare la Protezione Animali, che viene qui, comincia a fare domande… SERGIO Cento e vattene a ‘fanculo. TOMEI E non accetto anticipi. SERGIO Stefano, prestami 50 euro. STEFANO Che dici? SERGIO Dai, non fare il tirchio, te li rido. STEFANO No, ho solo 50 euro. PENNA Andiamo, va. STEFANO Oh, Sergio, me li ridai, eh. Oh, me li ridai. Sia chiaro, eh. SERGIO Sì, te li ridò. Te li ho sempre ridati, eh. TOMEI Quante siringhe? RACHELE Non è per me, stavolta. Ma vedi che carine, hai pure le caprette, qua. Mica lo sapevo, io. Ciao! TOMEI Il solito, sì? CHRISTIAN Sì. TOMEI Solo che questa volta ti costano il doppio. CHRISTIAN Strano. TOMEI Rischio personale, diciamo. Ti avevo fatto 20 e 30. 40 e 60. 100 euro. Se Lino viene a sapere che ti ho aiutato, mi ci pago il funerale, capito? CHRISTIAN Se Lino lo viene a sapere, è per colpa solo di uno di noi due: tu. Sei tu che parli. Tieni. Senti… ti volevo chiedere, per questa cosa delle mani, non è… che dipende da una cosa, tipo… di cervello, di testa, di suggestio... RACHELE Psicosomatico. CHRISTIAN Eh. TOMEI Fatti visitare da qualcuno. CHRISTIAN Tu non sei un dottore? TOMEI No, io sono un veterinario. CHRISTIAN Quando ti pare, sei un veterinario. Io ti pago e tu mi visiti. TOMEI Riprenditeli. CHRISTIAN Quando non avrò più un euro, sarai il primo negozio che rapinerò. Giuro. Ma che è, è vivo? TOMEI È morto. RACHELE Sei sicuro che è morto? TOMEI È una diagnosi difficile da sbagliare. CHRISTIAN Vabbè, questo me lo prendo io, tanto lo devi buttare, no? RACHELE Ma che ci devi fare? TOMEI Duecento euro. CHRISTIAN Dai, stai scherzando. TOMEI È un serpente raro. CHRISTIAN È morto. TOMEI Appunto, è un serpente raro morto. Fosse stato un serpente raro vivo, ti sarebbe costato il quadruplo, capito? Prendere o lasciare. CHRISTIAN C’è uno che conoscevo che studiava 5da dentista che, per esercitarsi a fare le cose per… quelle cose per addormentare… le punture. RACHELE Ah, l’anestesia. CHRISTIAN Eh. Le faceva sulle teste dei maiali morti. RACHELE Che schifo. Però che c’entra il serpente? CHRISTIAN La zingara, la maga, quella lì, la ragazzina, mi ha parlato di serpente, a un certo punto. RACHELE Ma che vuol dire? CHRISTIAN Boh. RACHELE Ciao. Aspetta, eh. Vieni. Sbrigati. RACHELE Fatto. Io vado a cucinare, che sto morendo di fame. Allora. CHRISTIAN Ammazza, hai dato una bella sistemata qua, oh. RACHELE Senti, il frigo l’ho venduto, però ho un sacco di roba fresca che ho comprato ieri. Poi, vabbè, “comprata”. CHRISTIAN Hai fatto tutto tu, qua? RACHELE Sì. CHRISTIAN Ammazza, oh. RACHELE Che ti va? CHRISTIAN A me anche una frittatina va bene. RACHELE Ah, bravo, sai che ho? Allora, le uova ce le ho, poi ho pure la panna, un po’ di prosciutto, posso fare una bella carbonara, che dici? CHRISTIAN Con la panna? RACHELE Eh. CHRISTIAN Sei sicura che sei di Roma, tu? RACHELE Che poi, quella me la faceva sempre mio padre. Vabbè, non era un drago a cucinare, però almeno ci provava. CHRISTIAN Con la panna… RACHELE Ma poi, scusa, tu come la fai? Oh? CHRISTIAN Mortacci tuoi. Dai. Dai. Ma che cazzo sto facendo? MAROCCHINO No, no, no… STEFANO E… pam! DAVIDE Chiedigli se è destro o sinistro. STEFANO Perché? DAVIDE Perché così gli spezzi quello giusto. STEFANO Gli spezzo quello buono? DAVIDE No, no, gli devi spezzare l’altro. STEFANO Perché? DAVIDE Perché siamo gentili. STEFANO Ah! E… pam! DAVIDE Oh, devo andare via. Oh! Mi raccomando, eh! Non lo ammazzare. STEFANO Vabbè, quindi sei destro o mancino? Pam! CHRISTIAN L’ho toccato. E come l’ho toccato… è tornato vivo. DAVIDE Ah. RACHELE Zucchero? DAVIDE Ancora, con questo zucchero. CHRISTIAN Tre. DAVIDE E ora dov’è? CHRISTIAN Se n’è andato. RACHELE E per fortuna. DAVIDE È un serpente, quindi… CHRISTIAN Sì. DAVIDE Se n’è andato. CHRISTIAN Eh sì. Sparito. DAVIDE Christian, tu non stai bene. CHRISTIAN Lo so. Non sto bene, infatti. Sto una merda. Lei, per esempio. L’altra sera stava per terra in overdose, lì. Io mi sono avvicinato. Come l’ho toccata per tirarla su… RACHELE Ero morta e sono… CHRISTIAN Si è ripresa. DAVIDE E per forza, è una tossica, sì. RACHELE No, no, no. Sono proprio rinata. DAVIDE Vi siete fatti. RACHELE Sì… CHRISTIAN Lo “scinti”? Lo “scinti”, la lingua degli zingari. DAVIDE Il “sinti”. CHRISTIAN Il sinti. DAVIDE Eh. CHRISTIAN Lo parli, tu? DAVIDE No. CHRISTIAN Neanche io. Quando mi stavano per ammazzare, lì, li ho capiti, Davide. Non solo, gli ho pure risposto. In sinti! DAVIDE Christian, tu non sai neanche l’italiano. Dai, su. RACHELE Fagli vedere. CHRISTIAN Vabbè. Tu lo sai che io non sono uno che crede a queste cose, no? DAVIDE A che cosa, non credi? CHRISTIAN Eh. RACHELE Guarda che non se le è fatte da solo. CHRISTIAN Ci credi, ora? DAVIDE Cazzo. RACHELE Io le avevo già viste prima. CHRISTIAN Allora, stavo pensando… siccome mi è successa questa cosa… di provare… con una persona. DAVIDE Che stai dicendo? Non ho capito. CHRISTIAN Di provare… con una persona, capito? DAVIDE No, Christian. CHRISTIAN E se succede? DAVIDE No, Christian. CHRISTIAN Se guarisce davvero, Davide? Che abbiamo da perd… DAVIDE Cazzo, no! BERGOMI Il fallo c’è. Ha cercato prima di prendere la palla col piede sinistro, non l’ha trovata e a quel punto c’è il corpo. Ma il fallo mi sembra giusto. DAVIDE No. Papà! CARESSA Calcio di punizione. Vicino al pallone Cassano. Occhio a Carew. Dentro Emerson. Samuel. Attenzione anche a Christian Panucci… Pronto a battere Cassano. Passo, Cassano… Mancini! Di tacco, Mancini! Uno a zero! Incredibile invenzione di Mancini sotto porta. CHRISTIAN Che poi c’è una cosa, di tutta questa storia assurda, che non mi fa dormire la notte. Lo sai qual è? Te la sei mai fatta una pippa con i piedi? DAVIDE Che cazzo… CHRISTIAN Ti ho fregato, eh? DAVIDE La potevo salvare. Dovevo solo gridare. Chiamare. Fare qualcosa… non ho fatto un cazzo. CHRISTIAN Avevi dieci anni, Davide. Hai avuto paura, beh? A dieci anni, un ragazzino non può avere rimorsi, rimpianti. Quella è una cosa da grandi. DAVIDE Shh, cazzo. Piano, Cri. Piano. Dai. CHRISTIAN Ci proviamo. Che vuoi, oh? Ci proviamo. LORENZO Mamma, sono stanco. Puoi chiudere gli occhi? Mamma. Puoi chiudere gli occhi? LISA Ce li ho chiusi, amore. LORENZO Posso sentire se ce li hai chiusi? LISA Sono chiusi. Chiusi chiusi. LORENZO Papà? MATTEO Sì? LORENZO Come ce li hai, gli occhi? MATTEO Ce li ho chiusi anch’io, come voi. LORENZO Sei sicuro? MATTEO Sì, amore. DAVIDE Christian, andiamo via, dai. CHRISTIAN Aspetta, fammi riprovare. DAVIDE Mamma? Mamma? Christian. Mamma? Mi senti, mamma? Mamma? Mamma? Mamma? Apri gli occhi, mamma. Mamma? Mamma? Apri gli occhi, mamma. Mamma? Christian, che cazzo, oddio. Fai qualcosa, Christian. Cazzo. LINO Oh! Che cazzo ci fai tu qui? Che avete fatto, oh? Anna? Anna! Ma che cazzo hai toccato? Anna, calmati, oh! Anna! Anna! Ma che cazzo avete fatto? Che hai toccato? Anna! Anna! Chiama il dottore! Anna! Anna! Anna! Ma che cazzo avete fatto?